Lavoro

Assistenti giudiziari, restano 1.300 idonei da assumere e la giustizia ha bisogno di loro

In base alle stime del Ministero della Giustizia, riportate nel Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, si ritiene che nel 2020 le cessazioni dal lavoro saranno 1.788 di cui 399 per il profilo di assistente giudiziario mentre, per il 2021, i pensionamenti saranno 1.572 di cui 401 per la figura di assistente.

di Emanuela Coronica

Una giustizia equa, efficiente, diffusa sul territorio, tesa a tutelare i diritti di tutti i cittadini e sulla quale è necessario continuare ad investire.
È questa la giustizia che il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, vorrebbe e la riforma che ha in mente e che conta di portare a termine entro il 31 dicembre di quest’anno, ha come obiettivo principale quello di dimezzare i tempi dei processi civili e penali.
Un altro obiettivo fondamentale è quello di investire su risorse umane e materiali. Già nel precedente governo giallo-verde, gli stanziamenti per garantire personale qualificato a tribunali e corti d’appello erano stati importanti, di quelli, per dirla con le parole del Guardasigilli, mai viste nella storia della Repubblica.
Riprova ne è un ambizioso piano assunzionale che prevede, per il triennio 2019/2021, l’assunzione di circa 9.000 unità di personale amministrativo. Segnali concreti, però, ancora non se ne vedono.
In attesa che vengano espletati nuovi concorsi, l’unica graduatoria di cui dispone il Ministero della Giustizia, è quella per il profilo di assistente giudiziario, il cui scorrimento procede a rilento.
Attualmente restano circa 1.300 idonei da assumere e per 503 unità già entrate in servizio lo scorso luglio, ce ne sono altre 400 che dovrebbero varcare la soglia degli uffici giudiziari entro dicembre: davvero molto poco per chi ha sempre vantato investimenti importanti e assunzioni celeri.
Ulteriori delucidazioni sono arrivate dallo stesso Bonafede e dal Sottosegretario, Vittorio Ferraresi i quali, a margine della Festa Nazionale dei 5 Stelle, in occasione del decennale del Movimento, sono stati avvicinati dalla delegazione napoletana del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari. La prima riguarda la riqualificazione interna del personale.
L’interpello nazionale straordinario per 198 posti vacanti per il profilo di assistente giudiziario, avviato a luglio e rivolto al personale dell’organizzazione giudiziaria, libererà alcuni posti ma, ovviamente, non sarà sufficiente per accelerare le assunzioni mentre la pianificazione dello scorrimento della graduatoria del personale con qualifica di cancelliere esperto per la progressione verso il profilo di funzionario giudiziario, ai sensi dell’articolo 21 quater, D.L. 83/2015, annunciato ad agosto dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi della Direzione Generale del Personale e della Formazione, non riguarda il profilo di assistente giudiziario.
Altro tema è quello legato all’ampliamento delle piante organiche.
Il Sottosegretario Ferraresi ha escluso questa possibilità ritenendo che, al momento, ciò non rappresenta una priorità in quanto non inciderebbe in maniera significativa sulla situazione attuale anche perché l’ultima revisione della piante organiche del personale amministrativo era stata firmata dall’ex Ministro della Giustizia, Andrea Orlando nel febbraio del 2018.
Eppure, presidenti di tribunali e corti d’appello e lo stesso personale che, ogni giorno, supportando il lavoro dei magistrati consente al nostro sistema giudiziario di andare avanti, chiedono l’ampliamento delle piante organiche ormai ritenute inadeguate e obsolete ma il Ministero non ritiene ciò necessario.
Intanto, al Tribunale di Bergamo, magistrati e dipendenti sono in mobilitazione e chiedono risorse che colmino l’oltre 40% di scoperture, il riconoscimento delle professionalità già in servizio e l’ampliamento della pianta organica del personale in proporzione ai carichi di lavoro. A Caltanissetta, la Presidente del Tribunali dei Minori, Laura Vaccaro, ha dichiarato, senza troppi giri di parole, che lo Stato si è dimenticato del tribunale nisseno.
Dei cinque magistrati previsti in organico, lei è l’unica rimasta ma mancano anche le risorse chiamate ad istruire le pratiche e che sono di supporto al lavoro dei giudici.
In considerazione del fatto che la revisione delle piante organiche del personale amministrativo non è tra le priorità di Via Arenula, i prossimi scorrimenti che interesseranno la graduatoria degli idonei assistenti giudiziari, dopo l’entrata in servizio dei 400, saranno determinati dai pensionamenti del comparto.
In base alle stime del Ministero della Giustizia, riportate nel Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, si ritiene che nel 2020 le cessazioni dal lavoro saranno 1.788 di cui 399 per il profilo di assistente giudiziario mentre, per il 2021, i pensionamenti saranno 1.572 di cui 401 per la figura di assistente.
È ovvio che queste sono stime, quello che conta sono i fatti e, ad oggi, se ne sono visti pochi.
Vero è che, tutti gli scorrimenti della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari effettuati dal gennaio 2018 al luglio di quest’anno, hanno determinato una saturazione del profilo ma è altrettanto vero che gli idonei in attesa della convocazione sono davvero pochi e le tempistiche, finora, sono state molto lente, vaghe ed incerte.
La giustizia non può più permettersi più tali lungaggini perché sono state proprio queste a determinare le inefficienze che la tengono in ostaggio da anni.
E qualunque riforma, se non ha il personale che la attua, non può stare in piedi.
Diventa fondamentale, pertanto, accelerare le assunzioni delle risorse riportate nel piano assunzionale affinché queste possano concretizzarsi quanto prima nella realtà quotidiana e tradursi in quella giustizia equa ed efficiente di cui questo Paese ha bisogno.

Tags
Guarda

Altri articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker