Cultura

Bambini e smartphone, nulla di più sbagliato. Ecco alcuni consigli per i genitori

Va bene lasciar giocare ogni tanto i bambini con il tablet o far guardare loro film e documentari, talvolta permettergli anche di smanettare sul nostro cellulare. Ma ciò che è necessario è fargli capire che tutto ciò ha un tempo limitato.

Siamo ormai nel 2019 e non esiste realtà sociale nel mondo occidentalizzato dove non vi sia almeno uno smartphone, una televisione o un computer. Se prima i nostri figli nascevano con la camicia, oggi nascono col cellulare.

I bambini moderni sanno usare questi accessori molto meglio di noi, ma a volte tutto questo interesse nei confronti della tecnologia può portare ad una dipendenza, da cui non è affatto semplice uscire. Questo accade soprattutto quando noi adulti cerchiamo quel momento di pace durante la giornata e permettiamo ai più piccoli di “restare buoni” attaccati ad uno schermo.

Niente di più sbagliato, oserei dire. Va bene lasciar giocare ogni tanto i bambini con il tablet o far guardare loro film e documentari, talvolta permettergli anche di smanettare sul nostro cellulare. Ma ciò che è necessario è fargli capire che tutto ciò ha un tempo limitato.

Se usiamo questi strumenti come “escamotage” per tranquillizzare i bambini, il manico del coltello sarà sempre dalla loro parte, perché si instaurerà in loro un meccanismo di difesa per cui “stare davanti allo schermo” coincide con la tranquillità e felicità dei genitori, nonni e babysitter.

Tutto ciò rischia di condurre i bambini ad una vera e propria dipendenza, di cui non è nemmeno facile accorgersi. Questo meccanismo sfocia spesso in altre conseguenze poco virtuose per la crescita e l’educazione del bambino: oltre a sottolineare l’alibi di giocare per la quiete di mamma e papà, il bambino inizierà a sottrarsi man mano alle regole più basilari, rifiutandosi di mangiare agli orari stabiliti, addormentandosi quando è inopportuno e affrontando con pigrizia le altre attività consone al suo benessere. L’uso prolungato di smartphone altera negativamente anche il rendimento scolastico: con il poco sonno le energie diminuiranno a causa dei ritmi nuovi dati all’organismo.

E allora cosa fare?  Sequestrando tutti i suoi strumenti preferiti si innescherà soltanto un rifiuto verso l’adulto. Occorre quindi ridurre gradualmente le ore di avventura i videogiochi e smartphone, magari stimolando l’interesse del bambino con altre attività coinvolgenti: “ti porto a mangiare un gelato”, “andiamo allo stadio” , “visitiamo un parco divertimenti”.

La dipendenza potrebbe persistere ed è consigliabile, se si avvertono questo tipo di segnali, consultare un esperto.

Non dimentichiamo infine che noi adulti siamo il principale “esempio” per i nostri figli: se siamo i primi a stare sempre attaccati allo smartphone, sarà molto più difficile far prendere loro delle buone abitudini.

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Maria De Luca

Nata a Napoli nel 1993, ama scrivere da quando era piccola. Negli anni è diventata anche educatrice. Studentessa momentaneamente fuori sede, ama Napoli e la "napoletanità", che promette di non abbandonare mai.

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