Politica

Colpo a sorpresa di Di Maio: scrive direttamente al popolo francese. Ecco la lettera a Le Monde

Luigi Di Maio ha ingaggiato un braccio di ferro, sul quale si gioca gran parte della propria credibilità di uomo politico internazionale. Il vice-premier prova a ragionare da statista e scrive direttamente al popolo francese, con una lettera al quotidiano Le Monde.

Il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma segna uno dei momenti di maggiore criticità dei rapporti diplomatici tra Roma e Parigi. Luigi Di Maio – l’ espressione del “populismo” al governo (si decida liberamente quale accezione attribuire al termine populismo) – ed Emmanuel Macron – l’uomo dell’establishment al governo – sono quanto di più distante possa esistere nel panorama politico. Gli esisti di questa differenza nel modo di interpretare il ruolo governativo hanno ridotto i rapporti diplomatici con i nostri cugini d’oltralpe ad una crisi senza precedenti. Luigi Di Maio ha ingaggiato un braccio di ferro, sul quale si gioca gran parte della propria credibilità di uomo politico internazionale. Da un lato le sue ragioni, che lo hanno condotto ad essere il leader dei desideri per i Gilet Gialli, dall’altro la necessità di non essere il responsabile di un grave deterioramento dei rapporti tra l’Italia e la Francia. Cosi, con un colpo a sorpresa, il vice-premier prova a ragionare da statista e scrive direttamente al popolo francese, con una lettera al quotidiano Le Monde:

Noi guardiamo al vostro popolo come a un punto di riferimento e non un nemico – ha introdotto il vicepremier italiano – e le divergenze politiche e di visione fra il governo francese e italiano non devono ricadere sullo storico rapporto di amicizia che unisce i nostri due popoli e i nostri due Stati.” Un messaggio diretto al popolo, quindi, attraverso il quale il vicepremier ha ribadito: “la volontà di collaborazione del nostro esecutivo sulle questioni che ci stanno più a cuore”, stante la certezza che “l’Italia e il governo italiano considerano la Francia come un Paese amico e il suo popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, come un punto di riferimento a livello mondiale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali”.

Poi un riferimento alle materie di propria competenza nel governo Conte:”ho sempre guardato alla Francia e al suo sistema di Stato-provvidenza come alla ‘stella polare’ dei diritti sociali europei. Non sono stupito che il popolo francese mostri segni considerevoli di malessere di fronte allo smantellamento di alcuni di questi diritti. E questo non riguarda soltanto il governo attuale”.

Sui Gilet Gialli Di Maio ha specificato di essere “stato molto colpito dal fatto che nel loro manifesto politico vi sono “temi che ormai superano la destra e la sinistra e che mettono al centro il cittadino e i suoi bisogni, in un atteggiamento post-ideologico”.

Poi l’ultimo assunto: “In Italia guardiamo con grande attenzione e rispetto quello che succede in Francia. E tutti i giorni, come governo italiano, cerchiamo di prendere iniziative destinate a ristabilire i diritti dei cittadini, invertendo la rotta rispetto al passato, a quel tempo in cui l’azione politica aveva come solo obiettivo di togliere diritti e possibilità economiche ai più poveri per regalare tutto ai potentati economici. Questo perché vogliamo che la qualità della vita sia migliore per i cittadini”.

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