Lavoro

Concorso per 2329 funzionari giudiziari, ma gli assistenti attendono ancora

La graduatoria degli assistenti giudiziari si assottiglia sempre di più e ad attendere sono rimasti in 1.328.

Mentre nel Governo si discute sulla riforma presentata dal Ministro Bonafede, la giustizia prova a ripartire da nuovi concorsi e nuove assunzioni.
Il 26 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, che prevede l’assunzione di 2.329 unità di personale non dirigenziale, a tempo indeterminato per il profilo di funzionario, area III, fascia economica F1.
Il bando predispone il reclutamento di 2.242 funzionari giudiziari per l’amministrazione giudiziaria e destinati agli uffici giudiziari, 67 funzionari per l’amministrazione minorile, 20 funzionari dell’organizzazione e delle relazioni per l’amministrazione penitenziaria.
L’indizione del concorso per funzionari giudiziari costituisce il primo, importante tassello del piano assunzionale voluto dal Guardasigilli e, nelle sue intenzioni, destinato a dare un nuovo volto al nostro sistema giudiziario.
Il bando per funzionari prevede che la selezione si svolga con procedure tecnico- informatiche più snelle, già sperimentate in occasione del concorso per il profilo di assistente giudiziario, indetto da via Arenula nel novembre 2016 a distanza di quasi venti anni dall’ultimo, la cui graduatoria, approvata nel novembre 2017, è l’unica di cui attualmente dispone il Ministero.
Dopo anni di politiche di spending review, nel corso dei quali è stato tagliato tutto ciò che c’era da tagliare, la giustizia riparte puntando sull’assunzione di risorse umane, con competenze specifiche, all’altezza di un sistema giudiziario come quello italiano che, investimenti e carenze di personale a parte, non ha nulla da invidiare a quelli degli altri paesi dell’Unione Europea.
Dal 2014 ad oggi, si è registrata un’inversione di tendenza e c’è stato un incremento degli investimenti sulla giustizia fino al 13%.
I soldi per le risorse umane e materiali ci sono. Per la digitalizzazione, in particolare, ci sono finanziamenti fino al 2033 sia per il processo civile telematico che per il processo penale telematico. Dunque, c’è anche una maggiore possibilità di programmazione che, pertanto, consentirà un numero cospicuo di nuove assunzioni e nuovi concorsi.
A proposito di nuove assunzioni, il 25 luglio scorso i 503 idonei assistenti giudiziari hanno preso servizio nelle varie sedi di destinazione scelte al momento della contestuale firma del contratto.
La graduatoria si assottiglia sempre di più e ad attendere sono rimasti in 1.328. Un numero esiguo che, in realtà, è ancora più modesto a fronte delle rinunce espresse, eventuali ma quasi certe da parte di chi ha superato altri concorsi come quello Inps e dimissioni varie.
Ce n’è abbastanza per snellire ulteriormente le tempistiche della loro assunzione e per velocizzare i prossimi passaggi dettati dall’aggiornamento del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale.
Dopo l’ingresso delle 503 unità, ora si attende quello delle prossime 400, secondo blocco delle 903, la cui assunzione è stata disposta dal decreto del 18 aprile 2019 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno.
Il Ministro Bonafede ha dichiarato che saranno chiamate “alla prima occasione utile”, in considerazione dei vuoti di organico che verranno a determinarsi anche a seguito degli effetti di Quota 100.
Quindi, sarà la volta delle successive 600 unità e, poi, delle ultime 297 autorizzate dal DPCM del 20 giugno e ancora fermo alla Corte dei Conti per la registrazione.
La giustizia riparte dal suo anno zero ma il percorso si annuncia lento con indicazioni ancora farraginose e vaghe e non è certo quello di cui ha bisogno il nostro sistema giudiziario, ostaggio di inefficienze e carenze di ogni tipo.
Ormai è una lotta contro il tempo, basta chiedere a presidenti di tribunali, procure e corti d’appello.
Il nostro sistema giudiziario esige persone valide che, con la loro esperienza, siano in grado di supportare l’attività dei magistrati. Solo così sarà possibile evitare che le già pesanti ripercussioni sul lavoro di chi opera negli uffici giudiziari continuino a generare ostacoli e difficoltà di ogni genere, con il rischio di non riuscire a garantire i livelli essenziali di assistenza e la certezza del diritto.

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