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Cosa sta facendo il governo per combattere la Xylella nel Salento

Si parla di 21 milioni di ulivi secchi, 1,2 miliardi di danni economici e migliaia di ulivi plurisecolari persi. La xylella ha ucciso memoria ed economia del Salento. Adesso Teresa Bellanova ha varato il piano.

La Xylella ha distrutto una parte considerevole degli ulivi del Salento, dai quali viene prodotto il pregiatissimo olio esportato in tutto il mondo. Il nuovo Ministro per le Politiche agricole e forestali Teresa Bellanova, originaria di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, conosce molto bene il territorio e ha promesso sin dal suo insediamento di attuare tutte le politiche necessarie per debellare questa tremenda epidemia che ha sconvolto l’agricoltura a sud della Puglia.

Primo problema, le risorse necessarie. “Le risorse ci sono”, così ha esordito il ministro pugliese parlando del problema della Xylella: “dobbiamo spenderle bene ed efficacemente, e dobbiamo essere in grado di farlo dal primo gennaio. Per questo è necessario il concorso di tutti e i nostri Uffici, che hanno garantito un lavoro e un impianto di qualità, sono a disposizione.” Poi il Ministro dell’agricoltura spiega quali sono le priorità del governo: “Le priorità sono evidenti: salvaguardare e rigenerare il paesaggio olivinicolo, sostenere e investire sulla ricerca, salvaguardare il reddito di imprese e lavoratori.”

Ulivi secolari delle Tenute Albano colpiti dalla Xylella © Herald Italia

Non c’è più spazio per le polemiche. “Le polemiche sono alle nostre spalle e chiedo a tutti noi di consegnarle al passato dinanzi a un’emergenza come questa, che va affrontata con serietà e determinazione.” Sulle modalità d’intervento: “L’ordine delle priorità è netto: accelerare sugli investimenti per rilanciare le aree colpite; assicurare serietà nel contenimento; tutelare il reddito di olivicoltori, frantoi, vavaisti; garantire massima disponibilità su tutte le questioni aperte e, ultima ma non ultimo, interlocuzione costante con Bruxelles”.

Gli ulivi secolari delle Tenute Albano © Herald Italia

La Xylella, i numeri del disastro. Secondo le stime di Coldiretti, la Xylella fastidiosa, ha provocato danni per circa 21 milioni di ulivi secchi. Da un punto di vista economico si tratta di un vero e proprio dramma: il danno stimato – sempre da Coldiretti – sarebbe intorno all’1,2 miliardi di euro. Un vero e proprio terremoto che ha sconvolto la meravigliosa campagna a sud della Puglia, nota per il mare da sogno, ma anche per la ricchezze della sua filiera eno-gastronomica. Coldiretti Puglia ha spiegato, nel corso dell’ultimo incontro col Ministro Bellanova, che attualmente “sono stati reimpiantati solo 300 ettari con circa 120mila piante resistenti, di cui il 45% di varietà Leccino e il 55% di Favolosa”. I danni, oltre che economici, sono anche relativi alla memoria storica dei luoghi: sono andati persi, infatti, migliaia di ulivi plurisecolari dal valore inestimabile, che rappresentavano l’anima del Salento.

Ulivi secolari delle Tenute Albano colpiti dalla Xylella. © Herald Italia

La posizione di Coldiretti Puglia. “Serve un cambio di passo – ha chiesto recentemente la Coldiretti al Ministro Bellanova – con i decreti attuativi per l’emergenza Xylella, con i 300 milioni di euro di risorse CIPE stanziati dal Decreto Emergenze a beneficio di agricoltori e frantoiani per rimettere in moto la più grande fabbrica green del Sud Italia, monitorando i percorsi di assegnazione di 150 milioni per il 2020 e di 150 per il 2021 e facendo luce sui 70 milioni di euro per il 2019 di cui si è persa traccia. E la mancata dichiarazione di stato di calamità naturale – conclude in una nota la Coldiretti – non consente agli operai agricoli di poter beneficiare delle provvidenze previste del Decreto Emergenze che farebbe recuperare le giornate perse sia ai fini previdenziali che assistenziali”.

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Salvatore Di Rienzo

Classe 1986, ha diverse esperienze da portavoce e addetto stampa, oltre che con vari siti di informazione. Ama il calcio, la cucina, i viaggi e la sua metà. Da ragazzino era innamorato della politica. Oggi odia i patetici e i luoghi comuni. E' il Direttore di Herald Italia

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