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Crisi Napoli calcio e come uscirne, ripercorriamo tutte le tappe

Dall'illusorio 17 novembre contro il Liverpool (eh già, il 17), la "sfortuna" si è abbattuta sulla società di De Laurentiis. I giocatori che boicottano la volontà del presidente, il silenzio stampa e il caso Elmas. Adesso il Napoli deve ricostruire per uscire dalla crisi.

Il Napoli calcio è in crisi. Sono trascorsi poco più di due mesi da quell’illusorio 17 Novembre in cui il Napoli batteva al San Paolo i Campioni d’Europa del Liverpool. Da allora sembra essere trascorsa un’eternità: subito dopo quell’impresa, infatti, la squadra si è sfaldata collezionando solo dodici punti in nove partite di campionato che l’hanno portata ai margini della zona Europa mentre in Champions League, nonostante alcune prove poco brillanti, gli azzurri si ritrovano ad un passo dalla qualificazione agli ottavi.

L’inizio della crisi del Napoli calcio: il ritiro

I problemi cominciano dopo l’ennesima deludente prova dell’Olimpico che vede il Napoli sconfitto dalla Roma. Aurelio De Laurentiis con un’uscita a dir poco infelice annuncia a mezzo Radio ufficiale del Club la decisione di andare in ritiro: si tratta di un ritiro denominato “costruttivo” visto che un eventuale ritiro punitivo non è contemplato dal contratto che regola i rapporti tra Società e propri tesserati. Da qui i nascono i primi problemi:un ritiro “costruttivo”, infatti, andrebbe concordato tra tutte le componenti, ed in tal caso Giuntoli, Ancelotti ed Insigne avrebbero dovuto in conferenza stampa comunicare la decisione presa all’unisono con tanto di motivazione. Invece proprio Ancelotti si dichiara contrario alla scelta societaria, mal digerita – come vedremo – anche da tutta la squadra.

Il 5 novembre la squadra boicotta il presidente

Il cinque Novembre è la notte dei lunghi coltelli: al termine dell’incontro di Champions pareggiato in casa con il Salisburgo, per motivi ancora sconosciuti, la squadra perde la testa e decide di non tornare in ritiro lasciando il tecnico da solo a Castel Volturno. Ci resta difficile immaginare che non sia accaduto niente all’interno dello spogliatoio e che ventidue professionisti siano impazziti sapendo bene che il loro gesto avrebbe avuto delle pesanti ripercussioni.

La crisi del Napoli calcio continua: i comunicati della società e la contestazione contro i giocatori

I due comunicati emessi dalla Società il giorno successivo risultano essere poco concilianti e da quel momento si entra in silenzio stampa, delegando il tecnico per tutte le iniziative future atte a ricompattare il gruppo. Inoltre la società – commettendo a nostro avviso un’errore imperdonabile – non annulla il primo allenamento a porte aperte riservato agli abbonati, mettendo alla gogna i giocatori che vengono pesantemente contestati dal pubblico presente sugli spalti. A questo punto, per provare a placare gli animi e nel tentativo di ritrovare un po’ di tranquillità, la squadra insieme al tecnico decide di andare in ritiro a Castel Volturno per preparare il delicato match con il Genoa che, visto il risultato, terminava tra I fischi del San Paolo deluso dall’ennesima prova incolore degli azzurri.

Il silenzio stampa continua: il caso Elmas

Mentre vige ancora il silenzio stampa della società, il centrocampista macedone Elmas, in ritiro con la propria nazionale, commette una leggerezza: “la Serie A è campionato tosto. Il Napoli ha qualità, ma la Juventus difende il titolo”. Dopo queste parole pronunciate in conferenza stampa, giunge immediata la risposta del Napoli: “​Si comunica che il calciatore Eljif Elmas ha rilasciato dichiarazioni non autorizzate durante il periodo di silenzio stampa. A tal proposito la SSC Napoli si riserva di prendere provvedimenti a carico del calciatore”. Anche Koulibaly e Lozano, in realtà, hanno comunicato con i tifosi in questo periodo: ma i loro post a mezzo social non sono stati reputati dal Napoli come lesivi del silenzio stampa societario.

Il Napoli di Ancelotti come può uscire dalla crisi

Ora però c’è bisogno che tutti facciano un passo indietro per non gettare alle ortiche una stagione che può essere ancora salvata, sempre che il Napoli torni dalla sfida di Sabato prossimo a San Siro con il Milan con un risultato positivo e tale da invertire la tendenza. Ancora oggi,nondimeno, pesano come macigni le parole ottimistiche proferite in estate dal tecnico, con una squadra che al momento si trova ad una distanza siderale dalla capolista. Il Napoli per uscire dalla crisi deve ricompattarsi: un patto tra tecnico, calciatori e società che punti alla rinascita, almeno sino alla fine di questo campionato. Poi ognuno trarrà le proprie conseguenze. Sempre ammesso che ADL resti il proprietario, viste le insistenti voci sulle offerte degli sceicchi.

Ancelotti e De Laurentiis nel giorno dell’ufficializzazione del tecnico, quando la crisi del Napoli calcio sembrava un miraggio.

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Pasquale Pollio

Meridionalista convinto, al punto di costituire nel 2007 con l'amico Fiore Marro l'associazione culturale “Comitati delle Due Sicilie", con la quale ha promosso numerose iniziative storico culturali, promuovendo tra le altre cose la Nazionale di calcio delle Due Sicilie. Appassionato di giornalismo, pubblica nel 2014 il suo primo libro “Sud…diti da Mezzogiorno d'Italia a Mezzogiorno d'Europa". Collabora con la testata online socialfootballtv.com diretta da Michele Plastino.

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