Politica

I moderati di Renzi: Conte e Di Maio dovranno parlare con lui per tutte le scelte che contano

Cosa sta accadendo con lo scisma renziano. L'ex premier sa che questa è un'occasione da capitalizzare al massimo e lo sta facendo. Dopo le dimissioni del 2016 non può permettersi altri errori. Questo è il suo secondo tempo e sta vincendo.

Lo aveva annunciato pochi giorni fa il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto da vero e proprio apripista. Oggi Matteo Renzi scioglie tutte le riserve: lascerà il PD, fondando un partito moderato che possa recuperare consensi tra gli elettori che non si rivedono nei Dem e che oggi sono orfani della Forza Italia di un tempo. Un partito di moderati, che possa interpretare i valori cristiani, sulla scia del Partito Popolare Europeo, che in Italia attualmente non esiste. Questo Renzi lo sa e sta capitalizzando al massimo l’unica vera occasione che gli è capitata dopo il suicidio politico delle dimissioni da premier, a margine della sconfitta al referendum del 2016. Come un centravanti d’aria di rigore (per usare una metafora calcistica) sfrutta al meglio l’unica palla che gli è capitata nel suo secondo tempo per far gol. Così il gol lo ha fatto Matteo Renzi, portando con sé tutta la flotta dei deputati renziani (che sono tra i 20 e i 24 alla Camera e tra i 6 e i 10 al Senato, che in gran parte avrebbe perso con le nuove elezioni a guida Zingaretti)  forte di una centralità assoluta nella nuova compagine governativa. Da oggi in poi, anche ufficialmente, Conte e Di Maio dovranno parlare con lui per compiere tutte le scelte che contano. C’è chi scommette che questo nuovo equilibrio sminuirà il partito democratico nel novero degli equilibri governativi, anche in virtù della forte attrazione che il nuovo soggetto politico di Renzi potrà avere in molti forzisti che vivono la fine del berlusconismo. Anche Di Maio dovrà stare attento: Matteo Renzi è furbo e consapevole che questa è un’occasione che non potrà sprecare.

Ecco la sua dichiarazione:

Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno.
Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani.
Ci vediamo alla Leopolda.

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