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Il calcio Napoli non ha un’identità tattica e le parole di Ancelotti non aiutano

Se è vero che i punti di distanza dalla prima sono solo sei, ne primo bilancio sul Napoli calcio a metà ottobre, quello che più lascia perplessi è la differenza di gioco proposto rispetto alle prime della classe.

La cosa più facile al momento è pronunciare la fatidica frase “io l’avevo detto”: come sempre è facile salire sul carro dei vincitori se le cose cominciano ad andare bene, mentre occorre analizzare la situazione con estrema lucidità per provare a comprendere i motivi che vedono gli azzurri con qualche difficoltà in campionato.

Il Napoli non ha una vera identità tattica

Se è vero che i punti di distanza dalla prima sono solo sei, ne primo bilancio sul Napoli calcio a metà ottobre, quello che più lascia perplessi è la differenza di gioco proposto rispetto alle prime della classe. Lascia piuttosto interdetti, infatti, che dopo un anno e mezzo di panchina, un tecnico navigato come Carlo Ancelotti non sia ancora riuscito a dare una identità tattica alla squadra, specie se volessimo operare un paragone col tempo impiegato da Sarri e Conte per dare la loro impronta a Juventus e Inter. Il Napoli di oggi non riesce più ad esprimere un calcio convincente, con trame di gioco collaudate e che spesso fanno la differenza nello sbloccare partite ostiche come quello col Torino, quando viene a mancare anche il colpo del campione. Certo, la partita contro il Liverpool ha dimostrato che quando vuole questa squadra può fare anche grandi cose: ma il raggiungimento di traguardi importanti passa attraverso degli automatismi di gioco fondamentali a dare continuità di risultati alla squadra.

Le parole estive di Ancelotti non aiutano

Non è comunque ancora il momento dei processi. Ma ad agitare i tifosi del Napoli sono anche i ricordi di alcune dichiarazioni estive che, ad una attuale rilettura, destano più di qualche perplessità: “pensare nuovamente ad un secondo posto mi fa venire la pelle d’oca”, aveva detto Carlo Ancelotti, senza pensare magari che certe dichiarazioni possono caricare di eccessiva responsabilità una squadra che ha ampiamente dimostrato di avere poca personalità: tutti ricorderanno che solo due anni fa gli azzurri persero uno scudetto “In albergo”.

La sosta dovrà servire al tecnico per schiarirsi le idee tanto da decidere una volta e per sempre quale modulo tattico utilizzare nel prosieguo del campionato, perché questo tourbillon di moduli associato al massiccio turnover non ha dato sicuramente i frutti sperati.

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Pasquale Pollio

Meridionalista convinto, al punto di costituire nel 2007 con l'amico Fiore Marro l'associazione culturale “Comitati delle Due Sicilie", con la quale ha promosso numerose iniziative storico culturali, promuovendo tra le altre cose la Nazionale di calcio delle Due Sicilie. Appassionato di giornalismo, pubblica nel 2014 il suo primo libro “Sud…diti da Mezzogiorno d'Italia a Mezzogiorno d'Europa". Collabora con la testata online socialfootballtv.com diretta da Michele Plastino.

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