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Il governo ha deciso: prevale la linea dei 5 stelle, la TAV non si fa perché non conviene

Il premier Conte su Facebook: "L'unica strada alla luce di ciò che è emerso è l'obbligo di procedere ad una interlocuzione con i partner del progetto, ovvero Francia e Unione europea, per rimettere in discussione con loro la progettualità."

“Nel contratto di governo c’è scritto che le forze politiche si impegnano ad una ridiscussione integrale del progetto. La nostra discussione avviene perché è prevista all’interno del contratto.” Cosi il Primo Ministro Giuseppe Conte nella diretta a margine dell’ennesima riunione sull’alta velocità Torino-Lione.

“L’analisi costi-benefici è stata compiuta, il pool di esperti presieduto dal Prof. Ponti ci ha consegnato un’analisi che abbiamo studiato con molta attenzione. Durante la riunione di ieri sera abbiamo operato una sorta di stress-test con numerosi esperti a confronto, dopodiché questi ultimi si sono allontanati per consentire un giudizio di razionalità politica.”

Poi il premier è entrato nel vivo della questione: “Non muovendo da nessun pregiudizio ideologico, io stesso ho espresso forti dubbi e perplessità sulla convenienza di questa opera infrastrutturale. Non sono affatto convinto che questa opera sia quello di cui l’Italia ha bisogno. Lo dico perché voglio che gli italiani siano messi al corrente della situazione. In merito si sono confrontati diversi orientamenti politici contrapposti, da un lato la lega (che è favorevole), dall’altra il M5S (che è contrario all’opera). Ciò ha creato uno stallo. L’unica strada alla luce di ciò che è emerso è l’obbligo procedere ad una interlocuzione con i partner del progetto, ovvero Francia e Unione europea, per rimettere in discussione con loro la progettualità. L’opera dovrebbe terminare nel 2030, senza considerare la lievitazione dei costi, ci ritroveremmo in una fase temporale in cui c’è il serio rischio che possa rivelarsi un’opera poco funzionale al sistema trasporti con cui avremo a che fare.”

Sui rischi del governo: “Mi assumo io la responsabilità di questa scelta, anche difronte ai partner europei. Il clima della discussione è molto sereno, il governo non rischia perché c’è grande senso di responsabilità. L’opera è molto importante e le difficoltà ci stanno tutte. Escludo possa nascere una crisi di governo.”

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