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Il supervulcano dei Campi Flegrei, la situazione e i comuni della zona rossa

Gli esperti catalogano i campi flegrei tra i primi 10 vulcani più pericolosi al mondo. Attualmente la situazione è di "allarme giallo", che necessita di grande attenzione. La zona rossa elenca tutti i comuni a rischio.

I “campi flegrei” sono un area vulcanica situata a nord-ovest di Napoli, nota per i suoi grandi fenomeni di eruzione risalenti a partire da circa 60mila anni fa, gradualmente ridimensionati nel corso dei millenni. Il tufo riscontrabile in buona parte della Campania è tutto proveniente dalle eruzioni di quello che oggi viene ritenuto dagli esperti come un “supervulcano“, catalogato tra i 10 più pericolosi al mondo.

Il supervulcano oggi. Secondo gli esperti vi è in atto nei campi flegrei una separazione tra i gas presenti nel magma vulcanico dal resto del materiale, il cui accumulo può portare ad una eruzione esplosiva, come avvenne nell’ultima di cui si ha notizia nel 1538 nei pressi del lago Lucrino, a Pozzuoli. Per questo motivo il vulcano è tenuto oggi sotto costante osservazione, trovandosi in una situazione di “allarme giallo”, che testimonia una potenziale pericolosità.

Cosa dicono gli studi. Sebbene da un punto di vista statistico-probabilistico una eruzione catastrofica dei campi flegrei non è da ritenere comunque imminente (e questa sarebbe comunque preannunciata da fenomeni minori), l’attenzione in termini precauzionali nei confronti dell’area, vista la grande densità popolativa, deve essere massima. Nel corso degli ultimi decenni è stata individuata, così come per il Vesuvio, una “zona rossa” per la quale l’unica misura di salvaguardia della popolazione è l’evacuazione di tutti territori maggiormente esposti all’eruzione, compresi quelli esposti all’invasione di flussi piroclastici. Diversamente dal Vesuvio (sulla cui situazione abbiamo già scritto (https://www.heralditalia.it/zona-rossa-del-vesuvio-ecco-lelenco-dei-comuni-da-evacuare-in-caso-di-eruzione/), il cui cratere è ben visibile, la Commissione Grandi rischi ha adottato per i Campi Flegrei un approccio probabilistico rispetto alle diverse scale eruttive attese e alla posizione della bocca eruttiva.

La zona rossa. La moderna previsione della zona rossa è stata sviluppata in virtù delle conoscenze al momento disponibili, soprattutto in merito ai depositi dei flussi piroclastici dopo l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, avvenuta circa 15mila anni fa. “Questo studio – come spiega la protezione civile – fa coincidere l’area a maggiore probabilità di invasione dei flussi piroclastici con la caldera flegrea, a eccezione di uno sconfinamento a nord-est, verso i territori del comune di Marano e del quartiere Chiaiano di Napoli. Inoltre, per l’incertezza legata alla localizzazione della bocca eruttiva, la Commissione Grandi Rischi ha suggerito di estendere la zona a maggiore pericolosità anche all’area di Napoli a est della caldera, in particolare alle colline di Posillipo, Vomero-Arenella e all’area a nord-ovest verso Quarto e Monte di Procida.”

Sono ricomprese nella zona rossa anche l’area pianeggiante del municipio I di Napoli ai piedi della collina di Posillipo, fino al limite orografico del monte Echia, corrispondente sostanzialmente al quartiere di Chiaia. I rischi per il centro di Napoli riguardano tendenzialmente il pericolo crolli per accumulo di materiali piroclastici.

Elenco dei comuni in zona rossa. La nuova area, come prevede la protezione civile, riguarda circa 500mila persone e comprende i comuni di:

Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e parte dei Comuni di Giugliano in Campania, di Marano di Napoli e alcune municipalità di Napoli: per intero le municipalità 9 (quartieri Soccavo e Pianura); 10 (quartieri Bagnoli e Fuorigrotta) e alcune porzioni delle municipalità 1 (quartieri di San Ferdinando, Posillipo e Chiaia) 5 (quartieri di Arenella e Vomero) e 8 (quartiere di Chiaiano).

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