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Intervista a Iezzo: Napoli con Icardi ha un gap minore, ma la moglie deve limitare gli interventi

L'ex portiere azzurro ci svela in esclusiva il segreto di Castellammare, terra di portieri fortissimi: oltre a lui Mirante e i due Donnarumma. Poi qualche consiglio per gli azzurri.

Abbiamo intervistato per Herald Italia, negli studi di Partenope TV, l’ex portiere del Napoli Gennaro Iezzo, protagonista in serie A anche con il Cagliari e in serie B, tra gli altri, con Catania e Verona.

Gennaro ho una domanda a cui solo tu puoi dare risposta: Iezzo, Mirante e Donnarumma, tutti
nati a Castellammare, una coincidenza o è l’acqua miracolosa della città?
Potrebbe essere l’acqua… (sorride). Ma no, diciamo che tutti e quattro, perché c’è anche Antonio, il fratello di Gigio che è arrivato a grandi livelli, abbiamo un comune denominatore, quello di avere avuto un grande maestro come Ernesto Ferrara, che è riuscito con la sua abnegazione e passione
nell’allenare i portieri a farci arrivare dove tutti noi abbiamo sempre sognato,

A proposito di Castellammare, la Juve Stabia si appresta a disputare il campionato cadetto,
quali sono le tue sensazioni?
Ho seguito la squadra durante lo scorso campionato, quest’anno non ho avuto ancora modo di
vederla anche perché alla prima apparizione, che non è andata bene, non ero al “Menti”, ma
penso che riuscendo a mantenere l’ossatura della squadra, ed inserendo qualche giocatore di
categoria, come sta facendo la società si potrebbe disputare un buon campionato, non certo per la
zona play off, ma mantenere la categoria sarebbe un grandissimo risultato.
Poi con la politica dei piccoli passi, cosa che ha sempre contraddistinto la società del Presidente
Langella e di Manniello si potrà puntare in futuro anche a qualcosa di più importante.
Vogliamo fare anche un appello affinché tutta la città si stringa intorno ai ragazzi di Caserta,
perché è di vitale importanza mantenere la categoria
Io conosco tutti i ragazzi della curva, e sicuramente non saranno le mie parole a far aumentare il
loro amore per la maglia. Sono certo che non faranno mancare il loro contributo dalla prima
all’ultima giornata di campionato.
Purtroppo ho fatto parte della società nel periodo che risale alla retrocessione dalla B alla Lega
Pro, e devo dire che l’unica nota positiva di quell’annata fu proprio la tifoseria, che ci incitò sino
all’ultima partita nonostante fossimo retrocessi da tempo. Questo può far comprendere cosa
significhino i colori gialloblù per tutta la città.

Cambiamo argomento e torniamo a parlare del ruolo di portiere, che ne pensi del nuovo
regolamento della IFAB in merito ai calci di rigore? Sembra che vogliano continuamente mettere in difficoltà i portieri, ed in questo caso anche i direttori di gara…
I portieri, nel tempo, sono stati penalizzati per tante situazioni, ma penso che alla fine sarà
l’arbitro a decidere: si è visto nella Supercoppa Europea dove il direttore di gara non ha fatto
ripetere l’ultimo rigore del Chelsea, che da regolamento doveva essere ribattuto, consegnando il
trofeo al Liverpool. Questo però potrebbe creare tanti veleni e polemiche nel prossimo campionato che si appresta a partire, ed anche Rizzoli non è stato molto chiaro sul comportamento a cui dovranno attenersi i direttori di gara. Ma non è che fare quel passetto in più ti dà la certezza di parare un rigore, le percentuali sono tutte a favore di chi calcia, penso che questa regola se la potevano anche risparmiare.

Passiamo al Napoli. Nonostante gli sforzi della società, con gli arrivi di Di Lorenzo, Manolas, Elmas e Lozano, sembra che il feeling interrotto con la tifoseria non si riesca a sanare. Meno di 10000 abbonamenti ad oggi per la nuova stagione. Come te lo spieghi?
Sugli abbonamenti credo che Napoli non sia mai stata paragonabile ad altre piazze, non perché
non è innamorata della squadra, ma c’è poca abitudine a fare l’abbonamento.
Credo che alla tifoseria non si può imputare niente, sono sempre lì in prima linea a far sentire il
loro calore ed il loro amore per la maglia azzurra e per questo andrebbero premiati. C’è un solo
modo per premiarli, fare uno sforzo per portare a Napoli qualche campione che possa far
innamorare nuovamente i tifosi.

Quindi ci vuole un grande nome per riscaldare la piazza?
Non basta un grande nome, ci vogliono un paio di giocatori importanti perché a questa squadra
manca poco per fare il salto di qualità, Manolas e Lozano sono due grandi giocatori, ma
probabilmente servirebbero un centrocampista ed una punta centrale di grande qualità per poter
dar fastidio alla Juventus, e di provare a fare un percorso in Europa migliore di quello degli ultimi
anni. Se dovesse riuscire il colpo Icardi, il Gap con la Juventus sarebbe minore, visto che comunque i
bianconeri si rafforzano ad ogni sessione di mercato?
Dipende con che testa arriva Icardi a Napoli, dovrebbe pensare solo al campo chiedendo alla moglie manager di limitare gli interventi che possano creare problemi mediatici e di spogliatoio.

Dal 2003 al 2005 hai fatto due grandissime annate a Cagliari, poi hai lasciato i rossoblù in A per venire a giocare con il Napoli in Lega Pro…al cuor non si comanda?
Chi è sempre stato tifoso del Napoli come me, ed ha sempre sognato di calcare un giorno quel
campo, se viene chiamato non può rifiutare a prescindere dalla serie in cui giocherà.
Allora avevo un contratto pronto con il Cagliari solo da firmare, ed ero stato richiesto dall’AEK
Atene, che quell’anno disputava la Champions League, c’erano anche altri club di Serie A che
avevano parlato con il mio procuratore, ma quando mi contattò Reja, che doveva disputare la
finale play off ad Avellino, con la speranza di disputare il campionato cadetto, mi parlò dei
programmi ambiziosi della società.
Poi però il Napoli non fu promosso, e Reja mi contattò nuovamente, consapevole del fatto che
sarei dovuto passare dalla Serie A alla Lega Pro, e che sarebbe stata una scelta molto difficile, ma il
giorno dopo parlai con il mio procuratore comunicandogli la mia decisione, volevo giocare nel
Napoli, pensa che mentre andavamo a firmare il contratto a Castel Volturno fummo ricontattati dai
greci che mi offrivano un quadriennale con una cifra cinque volte superiore a quella del Napoli, ed
allora il mio procuratore provò a farmi cambiare idea, gli dissi che “chi ama questa maglia e sogna
sin da bambino di indossarla, mette questo davanti a qualsiasi altra cosa”.
Ti assicuro che rifarei questa scelta altre mille volte.

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Pasquale Pollio

Meridionalista convinto, al punto di costituire nel 2007 con l'amico Fiore Marro l'associazione culturale “Comitati delle Due Sicilie", con la quale ha promosso numerose iniziative storico culturali, promuovendo tra le altre cose la Nazionale di calcio delle Due Sicilie. Appassionato di giornalismo, pubblica nel 2014 il suo primo libro “Sud…diti da Mezzogiorno d'Italia a Mezzogiorno d'Europa". Collabora con la testata online socialfootballtv.com diretta da Michele Plastino.

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