Politica

La coerenza di Emma Bonino che demolisce un governo PD – M5S

"Purtroppo non sono nata ieri e non dimentico la natura del M5S, e per questo non posso smettere di denunciarlo". Le sue parole in un'intervista al Foglio.

L’imbarcata collettiva a cui tutti stanno aderendo nel pieno disconoscimento di anni di battaglie, offese e insulti reciproci, sembra che proprio non faccia paura a nessuno tra PD e M5S. I nemici giurati escono dalla trincea del conflitto più acceso per sedersi ad un tavolo che li conduca al termine della legislatura, ma che soprattutto li esoneri da un’imminente e probabile batosta elettorale che vedrebbe trionfare quel Matteo Salvini, che pure ha trovato nel professor Giuseppe Conte l’unico vero uomo politico capace di evidenziarne errori, superficialità e debolezze.

Non può esserci accordo tra Sparta e Atene. Ma c’è ancora qualcuno che non si arrende all’assurdo. Qualcuno che interpreta la politica ancora come coerenza e ideale, non già come semplice riproduzione continua de “l’arte del possibile” di bismarckiana memoria.  Qualcuno che non crede all’accordo tra Sparta e Atene: “Il M5S dovrebbe disfare tutto il suo programma, rimettere al centro il ruolo del Parlamento e dell’Europa. Naturalmente cancellare immediatamente il dl sicurezza primo e secondo che ha votato con convinzione. Così come dovrebbe rinunciare al taglio dei parlamentari”. A pensarla così è Emma Bonino, in un intervista al Foglio, nella quale demolisce letteralmente l’ipotesi di un governo “giallorosso”.

Il ricordo “delle loro stupidaggini”. “Io diffido di questa conversione sulla via di Damasco del M5S. Non dimentico il tonno, le sardine, il Parlamento che dicevano di voler superare. E ancora, la democrazia del sorteggio: ‘I parlamentari? Perché non li tiriamo a sorte?’, consigliava Beppe Grillo. Improvvisamente sono passate in secondo piano tutte le loro stupidaggini. Non vorrei trovarmi ad aver lottato contro Salvini, per poi ritrovarmi a lottare con la piattaforma Rousseau. Io non vorrei imbarcarmi.” Un governo giallorosso, dunque, secondo la leader di +Europa non potrebbe reggere: “Si sono spurgati del verde leghista, ma rimane il loro colore giallo, il giallo di matrice antiparlamentare. Il giallo che li ha portati a solidarizzare, in Francia, con i gilet. Purtroppo non sono nata ieri e non dimentico la natura del M5S, e per questo non posso smettere di denunciarlo”.

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Salvatore Di Rienzo

Classe 1986, ha diverse esperienze da portavoce e addetto stampa, oltre che con vari siti di informazione. Ama il calcio, la cucina, i viaggi e la sua metà. Da ragazzino era innamorato della politica. Oggi odia i patetici e i luoghi comuni. E' il Direttore di Herald Italia

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