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La grandezza dell’Altare della Patria è il simbolo dell’Unità nazionale. Vi spieghiamo perché

Il Vittoriano, impropriamente detto Altare dalla Patria, fu inaugurato nel 1911 in occasione del 50esimo anniversario dell'unità d'Italia. Sei gruppi di statue in marmo bresciano rappresentano i simboli dei valori civile del popolo italiano: la forza, il diritto, la concordia, l'azione, il pensiero e il sacrificio.

Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, altrimenti detto Vittoriano o Altare della Patria, è uno dei simboli più importanti e conosciuti della Repubblica e dell’unità nazionale. Il monumento si trova in piazza Venezia, a pochi passi dal Campidoglio, ed è stato costruito a partire dal 1885 su progetto degli architetti Ettore Ferrari, Pio Piacentini e Giuseppe Sacconi, tra i massimi esponenti dell’architettura italiana del tempo. I lavori durarono molto a lungo: sebbene l’inaugurazione si svolse in occasione dell’Esposizione internazionale di Torino, nel 1911 (nello stesso anno ricorreva anche il 50esimo anniversario dell’unità d’Italia), il monumento fu completato nel 1935.

La storia del Vittoriano. Il nome “Vittoriano” è un omaggio a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. L’idea di un monumento di questo tipo nacque dalla volontà di celebrare il Padre della Patria – di conseguenza la patria stessa – e l’intera stagione storica del risorgimento italiano. Il 4 novembre 1921, quando il monumento era già parzialmente completo, fu tumulata sotto la statua della Dea Roma la salma de “Milite Ignoto”, in memoria dei caduti in guerra di cui non si conosce nome o luogo di sepoltura.

Perché viene definito da tutti Altare della Patria. L’Altare della Patria rappresenta solo una parte dell’interno Vittoriano ed è posta sulla sommità della scalinata d’ingresso. L’Altare fu disegnato dall’architetto Angelo Zanelli, il quale si aggiudicò un concorso per la progettazione dell’opera nel 1906. Questa parte importantissima dell’intero monumento, è formata dal lato dal sacello della statua della dea Roma – posta sulla tomba del milite ignoto – e da due rilievi in marmo che scendono verticalmente verso il basso, dai bordi dell’edicola contenente la statua della dea Roma. L’alto valore simbolico dell’Altare della Patria ha impropriamente assorbito l’intero monumento nell’immaginario collettivo.

Alcune curiosità. Sei gruppi di statue in marmo bresciano rappresentano i simboli dei valori civile del popolo italiano: la forza, il diritto, la concordia, l’azione, il pensiero e il sacrificio. Il Vittoriano contiene anche le statue di quattordici città che furono capitali o Repubbliche marinare, costruite da Eugenio Maccagnani: Ferrara, Torino, Urbino, Amalfi, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Genova, Palermo, Pisa, Ravenna, Mantova e Milano.

Il tema del monumento. Il tema monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei:
“PATRIAE UNITATI” “CIVIUM LIBERTATI”, “All’unità della patria” “Alla libertà dei cittadini”. Le due fontane di destra e sinistra, rappresentano l’una il mare Adriatico (con il Leone di San Marco), l’altra il mar Tirreno con la lupa di Roma e la sirena Partenope. Le Quadririghe, poste a 81 metri di altezza, simboleggiano l’unità e la libertà.

 

 

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