Lavoro

Maxi-concorso Regione Campania: tutto sui nodi irrisolti di posti a concorso e partecipazione

Il Presidente De Luca ha spiegato nella conferenza stampa di stamani, 10 luglio, come sarà articolata la procedura concorsuale e quali sono a tutt'oggi i nodi irrisolti.

Dopo la pubblicazione del bando relativo al Piano del lavoro della Regione Campania, il Presidente De Luca questa mattina ha voluto incontrare amministratori, sindacati e giornalisti per fare il punto della situazione e spiegare tutti i passaggi più critici del corso-concorso. I bandi pubblicati sono due: quello per 950 unità di personale categoria D e quello riservato anche ai diplomati per 1.225 unità di personale categoria C. Per la presentazione della domanda c’è tempo fino al trentesimo giorno dalla pubblicazione del bando. “Abbiamo limitato questo concorso alla Regione Campania e, per ottenere questo risultato – ha introdotto il governatore De Luca – abbiamo presentato un piano di corso-concorso: dieci mesi di formazione pagati dalla Regione Campania per 1000 euro al mese per diplomati e laureati della Campania. Per fare questo abbiamo investito 6 milioni di euro.”

La questione dei posti a concorso, che non sono 10mila. Il primo tema affrontato dal governatore è stato quello relativo ai posti a concorso, che dovevano essere 10mila e che ammontano attualmente a 1225 + 950: “Dal momento che nell’interlocuzione col ministero della funzione pubblica non tutti i nodi erano stati sciolti – spiega De Luca – e questa interlocuzione è durata un anno, abbiamo deciso di partire con un blocco di assunzioni sotto le 3 mila unità. E’ un primo step di un piano del lavoro che ha come obiettivo i 10mila. Entrambi gestiti interamente da Formez che è un’agenzia del Ministero della funzione pubblica, questo a garanzia anche della massima trasparenza per tutti.” Questo primo step di assunzioni, secondo il presidente De Luca, potrebbe avere due tipi di risvolti: la previsione di un nuovo bando per l’assunzione di altro personale (che comporterebbe altri costi per l’ente) o lo scorrimento della graduatoria di questo concorso fino a 10 mila posti. Un’ipotesi per ora difficilmente perseguibile: dal 1 gennaio 2019, infatti, “la graduatoria vale per il periodo di espletamento del concorso”. In altre parole, stando alle norme attuali, non è possibile lo scorrimento. “La nostra proposta – spiega il Presidente – era di avere una graduatoria con 10 mila idonei e con un tempo di validità di 3 anni.” Ciò al momento non è stato possibile: “Su questo punto non abbiamo sciolto il nodo con il governo” continua De Luca, “su questo ci auguriamo che a livello parlamentare ci sia una modifica legislativa che ci consenta di avere 10 mila idonei e un tempo di validità della graduatoria di 3 anni“. Diversamente, la soluzione dovrebbe essere quella di un altro bando.

Il rebus della partecipazione per più profili professionali. Subito dopo la conferenza stampa, la nostra redazione ha posto in maniera chiara la seguente domanda: è possibile concorrere per più profili professionali? A rispondere è Pasquale Granata, consigliere del presidente De Luca che cura i rapporti con gli enti locali: “In termini di legge – ha spiegato Granata – non è possibile proibire di concorrere per più profili professionali. E’ chiaro che, laddove dovesse esservi un accavallamento delle prove, il candidato dovrà scegliere necessariamente a quali di queste partecipare.” Una selezione dunque non prevista dal bando ma potrebbe essere fisiologica, a meno che Formez non decida di dilazionare il calendario in giorni e orari diversi a seconda dei vari profili professionali per i quali si partecipa. Tutto sarà comunque molto più chiaro nel momento in cui verrà reso noto il calendario delle prove.

Attenzione ai gruppi Facebook. La nostra redazione ha notato che su Facebook esistono alcuni gruppi molto grandi sul tema del concorso, privi di ogni accreditamento presso Formez o presso l’ente regionale, dove vengono censurate costantemente decine di notizie alffine di favorire canali e indirizzi propri di informazione, strumentalizzando il notevole interesse suscitato dal maxi-concorso. Una gestione eticamente scorretta (quanto meno), contraria al principio della libertà di espressione, sulla quale stiamo facendo i nostri approfondimenti del caso. In tal senso consigliamo di valutare attentamente gli organi di informazione che emettono notizie a riguardo, facendo riferimento soprattutto al bando e ai canali ufficiali di Formez e della Regione Campania.

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