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Moglie italiana aveva un’altro marito segreto in Egitto, la Cassazione la condanna

A questa situazione i giudici della Corte di Cassazione, con sentenza n. 23010  - hanno risposto che la situazione è di "tale gravità da fondare, di per sé sola, la dichiarazione di addebitabilità della separazione".

Aveva un secondo marito in Egitto, pur essendo sposata e poi divorziata in Italia, dove continuava a percepire l’assegno di mantenimento oltre alla casa coniugale del marito, inconsapevole di non essere l’unico “suo sposo”. A questa situazione i giudici della Corte di Cassazione, con sentenza n. 23010  – hanno risposto che la situazione è di “tale gravità da fondare, di per sé sola, la dichiarazione di addebitabilità della separazione”. In altre parola, la signora Roberta (è questo il suo nome), originaria di Roma, per la sua “bigamia” ha perso tutto ciò che le spettava per legge dalla separazione: tetto coniugale e assegno di mantenimento, senza considerare che probabilmente lo stesso doppio matrimonio – pur nella inconsapevolezza del marito italiano – aveva determinato un deterioramento dei rapporti col primo marito.

Una relazione per motivi di sicurezza. La donna, forte della fiducia del marito, si recava abitualmente in Egitto a sua detta per “viaggiare”. La sua giustificazione dinanzi ai giudici della Cassazione è stata quella che “essendo l’Egitto un Paese non molto sicuro” per le viaggiatrici solitarie, ha dovuto sposare un uomo quale “salvacondotto necessario per viaggiare in sicurezza”. Peccato che i giudici hanno giudicato questa motivazione come “inverosimile”, difronte ad una vera e propria relazione matrimoniale che la donna aveva nel mar rosso, scoperta dal marito italiano soltanto nel 2012.

La denuncia per maltrattamenti e le liti. Quando il marito di Roberto scoprì l’esistenza di un altro matrimonio andò su tutte le furie, tanto da subire una denuncia per maltrattamenti presso la Polizia di Stato. L’uomo a quel punto denunciò la moglie per “calunnia, bigamia, estorsione e minacce”. I giudici hanno concluso che “il marito ha scoperto dopo tempo il tipo di vita che conduceva la moglie quando si recava in vacanza in Egitto, ed a quel punto è esplosa la crisi coniugale, costellata da reciproche denunce e culminata con l’instaurazione del giudizio di separazione”. Così il ricorso di Roberta per l’ottenimento della casa e dell’assegno è stato dichiarato “inammissibile”. La stessa è stata condannata al pagamento di 4mila euro di spese legali al marito italiano.

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