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NBA Today, bentornato Cousins! Boston e San Antonio okay, cade Miami

Devono lottare fino alla fine i Celtics per sconfiggere i Grizzlies al TD Garden. Terza vittoria nelle ultime 4 per i Pistons, mentre i Nets continuano a stupire. Aldridge guida gli Spurs al successo sui Wolves, ma la partita della notte è stata sicuramente quella di Los Angeles.

Risultati e commento tecnico della notte Nba:
MEMPHIS 116 – BOSTON 122
Devono lottare fino alla fine i Celtics per sconfiggere i Grizzlies al TD Garden: un Irving scatenato, dopo le recenti scuse sul mancato rispetto della leadership di LeBron quando i due erano compagni a Cleveland, segna 38 punti e, con l’aiuto di un preciso Smart (6 triple, 20 punti), sconfigge le resistenze di Memphis supportati dai 49 combinati di Conley e Jackson Jr.
MIAMI 93 – DETROIT 98
Terza vittoria nelle ultime 4 per i Pistons che riprendono a ingranare, nonostante l’infortunio nei primi minuti di Andre Drummond che tiene l’intera organizzazione col fiato sospeso in attesa di accertamenti. Dopo un primo tempo controllato da Detroit, Miami reagisce nel terzo periodo grazie al sempre verde Wade (20 finali) e rimonta prepotentemente portandosi avanti, ma il guizzo finale è dei padroni di casa che rimangono ad una partita di distacco dall’ottavo posto.
BROOKLYN 117 – ORLANDO 115
I Nets continuano a stupire e a sognare realisticamente la post-season, con la fondamentale vittoria esterna a Charlotte arrivata grazie a D’Angelo Russell che eguaglia il career-high con 40 punti e segna la tripla del sorpasso a 27 secondi dalla fine che varrà poi la vittoria; sembra arrivata davvero la stagione del definitivo salto di qualità per la point guard ex Lakers. Per i Magic, in vantaggio per tutto il match, non sono sufficienti i 23 punti di Gordon e la doppia-doppia da 16-17 di Vucevic.
SAN ANTONIO 116 – MINNESOTA 113
Aldridge guida gli Spurs al successo sui Wolves con 25 punti, ai quali si aggiungono i 22 di Gay per la vittoria esterna numero 520 di Gregg Popovich, raggiungendo Riley al primo posto all time. 23 punti per Towns e Rose, ma San Antonio è sempre stata un osso duro per Minnesota, con oggi siamo a 16 vittorie negli ultimi 18 scontri diretti per i texani che si mantengono in una posizione leggermente più tranquilla in classifica, ora con 2 partite di margine sulla nona.
CLEVELAND 99 – UTAH 115
Agevole successo dei Jazz che costruiscono un margine superiore ai 30 punti nei primi 36 minuti grazie ad una ferrea difesa che porta i Cavaliers a prendersi molti brutti tiri, per poi permettersi di rifiatare con le riserve nel quarto finale. 24 punti per Mitchell, ancora piuttosto efficiente, e 19-15 di Gobert. Utah sta assomigliando sempre più, col passare del tempo, alla squadra che l’anno scorso ha stupito tantissimi critici e potrebbero essere una mina impazzita nel quadro playoff se dovessero trovare la quadratura del cerchio.
NEW ORLEANS 112 – PORTLAND 128
L’incontro è stato meno equilibrato del previsto, i Blazers si sono imposti prepotentemente nel secondo quarto e non hanno più perso il comando mantentendo alta la concentrazione e limitando Davis ad un “normale” (27-7). Bene la coppia di guardie Lillard e McCollum entrambi sopra quota 20, così come Layman dalla panchina che sta attraversando un gran momento di forma. Portland sorpassa OKC al terzo posto mentre per i Pels si fa sempre più dura, visto che ora sono 4 le lunghezze che li separano dall’ottava posizione.
GOLDEN STATE 112 – L.A. CLIPPERS
La partita della notte è stata sicuramente quella di Los Angeles, sia per il buon tasso tecnico sia per il ritorno dopo quasi un anno dalla rottura del tendine d’Achille di DMC, pezzo finale della superpotenza Warriors pronta ad andare a caccia del three-peat con l’inserimento del tre volte All Star. DeMarcus esordisce con una schiacciata poderosa come primo canestro del suo team, poi si rilassa e nei 15 minuti di gioco realizza un ottimo 14-6-3. Guidano la vittoria degli Warriors Curry e Durant, 52 combinati. I Clippers hanno visto Gallinari abbandonare quasi subito la partita con dei dolori alla schiena, Harris e il rookie Gilgeous-Alexander fanno il possibile ma l’impressione è che sarà davvero difficile fermare Golden State anche quest’anno.

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Michele Brugnara

Trentino DOC, vive a Bologna dove è laureando in Scienze della Comunicazione. Ha trascorso un anno tra lavoro e studio negli Stati Uniti ed insegue il sogno di diventare giornalista sportivo (in particolare cronista), per dare risalto a tutti gli sport minori che meritano attenzione e provare a portarli nel cuore della gente. Malato cronico di LOST e di carne di qualità, non potrebbe MAI rinunciare al suo Spotify.

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