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Non ho voglia di studiare: i 3 principi te la faranno ritrovare

Aristotele a suo tempo ci aveva svelato già i segreti per diventare un studente modello. Il "non ho voglia di studiare" nasce da una concezione sbagliata dello studio e dello stile di vita.

“Non ho voglia di studiare”: quante volte vi sarete disperati davanti a un libro il giorno prima di un’interrogazione a scuola o di un esame università. Bisogna essere sinceri, per molti trovare la voglia di studiare proprio non è facile. Eppure bisogna farlo: dalle elementari – quando ad angosciarci erano ad esempio i compiti per le vacanze – fino all’Università, la vita dello studente è fatta dalla costante “imposizione” dello studio. Ma è giusto guardare allo studio come un’imposizione? Questa è la prima domanda che, probabilmente, dovrebbe porsi chi cerca un rimedio su “come avere voglia di studiare”.

Da “Non ho voglia di studiare” a “Come avere voglia di studiare”

Se stai cercando di capire effettivamente come avere voglia di studiare, forse sei capitato nel posto giusto. Innanzitutto ci tengo a dire una cosa: anch’io, qualche volta, non ho voglia di studiare. O almeno in passato non l’ho avuta. Poi ho iniziato a guardare lo studio da un’altra prospettiva. Soprattutto all’Università, quando non si ha una classe di riferimento ed un obbligo di verifiche giornaliere, non avere voglia di studiare può comportare di rimanere indietro in maniera inevitabile. Ma anche per i casi più disperati, ti assicuro, la soluzione esiste (e non è quella della preghiera per gli esami all’Università, quando il giorno prima ti accorgi che la situazione è disperata).

I tre principi “aristotelici”

Se vuoi capire come aumentare la voglia di studiare, ci sono 3 principi aristotelici che devi assolutamente conoscere: sono gli stessi che ti aiuteranno ad evitare di rimanere parcheggiato all’Università e laurearti fuori corso. Esistono infatti dei motivi precisi sul perché il 67% degli studenti italiani non riesce a laurearsi con voti alti e in tempi rapidi: a rivelarli fu proprio Aristotele 2300 anni fa.

Università di Atene
L’Università di Atene. Foto di Leonhard Niederwimmer da Pixabay.

Università: Non ho voglia di studiare per gli esami

Tanti, troppi studi di settore indicano che gli studenti italiani sono in ritardo rispetto a quelli europei, per non parlare di quelli oltre oceano: proprio per questo non intendo deprimerti nuovamente ma voglio darti delle informazioni che potranno cambiare in meglio il tuo approccio allo studio, che potranno davvero fare la differenza per il tuo futuro.
E questo te lo dico – o meglio te lo scrivo – anche alla luce dei miei 10 anni di esperienza con gli studenti universitari da formatore del diritto, prima come assistente universitario e poi per il tramite della società Diritto divertente con la quale insegno agli studenti di Giurisprudenza come studiare il diritto in modo divertente ed efficace (https://dirittodivertente.it/).
Tranquillo, non si tratta di nessun trucco magico per avere una memoria portentosa, né di tecniche miracolose per diventare più intelligenti. Si tratta semplicemente di 3 grandi insegnamenti che il genio di Aristotele ci ha lasciato in eredità e che forniranno una risposta alla tua domanda: come avere voglia di studiare?

Aristotele: l’uomo che può cambiarti la vita

Di recente sono stato in vacanza in Grecia e dopo aver goduto delle bellezze naturalistiche, disteso al sole sulla spiaggia di Paros e immerso nelle sue acque cristalline, ho deciso, insieme ai miei compagni di viaggio, di vedere le bellezze di Atene che tutti decantano (ah, per la cronaca Atene non è solo storia ma c’è una movida pazzesca che ti consiglio di goderti). Dopo aver visto la meravigliosa Acropoli (con il Partenone, il tempio di Atene, il teatro di Erode Attico e quello di Dionisio) guardo il biglietto che avevo comprato e sopra c’è scritto Liceo di Aristotele.
Eureka!
Ragazzi che facciamo? Andiamo a vedere anche la scuola del grande Aristotele?
La passeggiata è stata lunga e tortuosa, con ben 4,7 km sotto al sole d’agosto.  Ma devo dire che ne è valsa davvero la pena, anche e soprattutto perché abbiamo potuto conoscere i 3 fondamentali pilastri del Liceo di Aristotele:

  • Non ho voglia di studiare, Primo Pilastro: “Non c’è mente senza corpo”.

Ti è mai capitato di rinunciare allo sport, specialmente sotto esame? Ecco, Aristotele ti avrebbe fatto una bella ramanzina. Scherzo, in realtà ti avrebbe persuaso dell’importanza dello sport spiegandoti quel principio che i romani hanno tradotto con il brocardo latino: “mens sana in corpore sano” (la ritroviamo in particolare da nelle Satire – X, 356 – di Giovenale). Infatti, nel suo meraviglioso Liceo, Aristotele pose al centro la palestra e tutte intorno le aule a mo di ferro di cavallo, creando – anche otticamente – un legame inscindibile tra l’attività fisica e l’attività intellettuale; questo proprio perché esse sono una al servizio dell’altra e tutte due allo stesso modo necessarie.

Trovare la voglia di studiare con l’attività fisica

Del resto è noto che l’attività fisica produce una scarica di sostanze bio-chimiche che ci permette di essere estremamente produttivi. Eppure dai dati Istat del 2018 è emerso che tra gli studenti universitari solo il 49% pratica uno sport, anche a livello amatoriale. Questo lo posso confermare direttamente; circa 3 mesi fa condussi un sondaggio a cui risposero 2347 studenti di Giurisprudenza e i risultati furono sotto le mie aspettative: solo il 46% degli studenti pratica uno sport. La verità è che l’Università tende ad essere totalizzante e ad estraniarti da tutto il resto.

Ci sono passato anche io e anche io mi sono scontrato con la dura realtà del pigiamone di flanella in inverno e il pantaloncino in estate, barba lunga, capelli orribili e via fino alla data d’esame come i protagonisti di Lost che vivono ai confini della realtà, in un mondo che non sai nemmeno se è umano. Ma di certo questo non è colpa dello studente… è la nostra cultura che ci ha insegnato che lo studio è sofferenza e che per prendere voti alti e laurearsi in tempo è necessario uno “studio matto e disperatissimo”, alla Leopardi per intenderci.

Ricorda, lo studio non è sofferenza

Perché mai gli studenti passano molto tempo a fissare il muro o a guardare i video stupidi
sul cellulare? E ancora…perché mai ogni piccola stupidaggine diventa più interessante del libro?
Non dirmi che non ti è mai capitato di fissare il muro per decine di minuti come se andassi in trans…
Questo accade in primo luogo perché i testi universitari non sono di sicuro la lettura più piacevole del Mondo ma anche perché chi studia ha bisogno di energie che non sono solo quelle derivante dal sonno o dal cibarsi ma anche dal movimento. Aristotele lo sapeva bene e ne fece un dogma applicato pedissequamente dai suoi studenti. Ora non dico che devi essere un modello da studio e sport agonistico ma hai bisogno di dare il giusto sfogo al tuo corpo. Perché il periodo dello studio non deve essere vissuto come una sofferenza.

Stare in compagnia può rendere lo studio meno pesante. Foto di thelester da Pixabay

Altro consiglio: iniziare bene la giornata

Un consiglio che do ai miei studenti e che seguo anche io è quello di iniziare a studiare solo dopo aver fatto una ventina di minuti di passeggio. La mattina utilizzo, a tal scopo, i miei cani: la scusa di doverli portare fuori mi costringe a passeggiare prima di iniziare la mia giornata. Piccolo suggerimento: quei venti minuti devono essere i tuoi e soltanto i tuoi. Non devi pensare assolutamente a nulla. Per evitare che il tuo cervello cominci a ricordare le cose da fare o le preoccupazioni cerca di cambiare più volte l’andatura del passo. Infatti ti accorgerai che se procedi sempre con la stessa velocità il nostro “caro amico” cervello comincerà ad andare in automatico e a portarci sui soliti pensieri: quante pagine mi mancano? Il Prof. cosa mi chiederà? Quella “cattivona” della mia ragazza mi ha fatto innervosire…ecc. ecc..

  • Come avere voglia di studiare, Secondo Pilastro: “Non c’è conoscenza senza libertà”.

Aristotele aveva un’altra caratteristica peculiare: amava fare lezione passeggiando con gli studenti (per questo la scuola veniva chiamata paripatetica). Niente banchi, niente castighi, niente dogmi ma dialoghi continui alla ricerca della verità tra una passeggiata e l’altra (del resto Aristotele veniva dall’Accademia di Platone che fu allievo di Socrate, sostenitore dell’arte della persuasione e del dialogo come conoscenza. Se ti interessa approfondire questa tematica ti consiglio “Socrate” il famoso testo di
Hanna Arendt). Le nostre Università, invece, sono divenute dei luoghi di indottrinamento, dove i docenti si limitano a fare un ripasso – da questo ragionamento escludiamo i docenti illuminati – dei concetti espressi nei Manuali rinviando a questi il compito di istruire gli allievi.

Importante: non la troverai la voglia solo nei libri

Come se il manuale bastasse…eppure tutte le Università del Mondo stanno ricorrendo a strumenti didattici alternativi (documentari, video lezioni, tavoli sinottiche, schemi, slide interattive, ricerche…ecc. ecc.) perché i Manuali tendono a rendere lo studente “schiavo” e incapace di ragionare. Il problema è che in sede d’esame si richiede che lo studente ragioni e non si limiti a ripetere. Allora bisogna che ci si metta d’accordo: o si impartiscono lezioni dinamiche o ci si accontenta di avere studenti che come
pappagalli si limitano a ripetere quelle che c’è scritto nel libro. Se si vuole, perché è più comodo, barattare il nozionismo con il dialogo costruttivo allora non ci si può poi aspettare che i nostri studenti divengano brillanti e capaci di sostenere una conversazione o avere una certa inventiva.

Altro consiglio: frequenta l’Università

Ok, ma rispetto a quanto detto io cosa posso fare? Sono destinato a subire questo stato di cose?     Non devi recluderti in casa e sbattere la testa sul libro, bensì devi prendere l’iniziativa e pretendere che la tua facoltà assolva ai suoi compiti sfruttando tutto quello che ti mette a disposizione. Il corso è casa tua e devi diventarne protagonista rompendo i “cosiddetti” al Prof. con milioni di domande che ti permettano di capire quello che stai studiando. Spremilo come un limone: lo stai pagando…è lì per te, per dare risposte.

Un aula universitaria: frequentarla aiuta ad avere voglia di studiare.

Non sottovalutare i ricevimenti

I ricevimenti sono un tuo diritto, li paghi e li devi sfruttare fino all’ultimo secondo disponibile. È vero, spesso i docenti o gli assistenti non si fanno trovare… lo so, ma non arrenderti, esistono i rappresentanti degli studenti a cui puoi denunciare la cosa o gli organi amministrativi della facoltà. La biblioteca è la tua libreria: se non capisci quello che c’è scritto sul Manuale adottato ne esistono tanti altri, spesso più semplici e diretti. Ora starai pensando “il mio Prof. vuole sapere le cose come sono scritte sul libro…”
Ti assicuro che non è propriamente così, te lo dico da ex assistente di una cattedra considerata “cattivissima”: in realtà il Prof. vuole le cose dette “bene” anche se contrarie alle sue convinzioni.
Vuole vederti ragionare, vuole vedere di fronte a sé un libero pensatore. La questione è che oggi non sei più al liceo o alle scuole superiori: da te si pretende qualcosa in più. Non basta il semplice ricordare i concetti ma devi saperli esporre mostrando un ragionamento da studioso e non da semplice studente.

Come prendere voti alti all’Università?

Come si fa? A questo punto te lo starai chiedendo senz’altro. Questa domanda richiederebbe una trattazione lunghissima e se sei uno studente di Giurisprudenza ti consiglio di iscriverti gratis al mio video corso Studente di diritto modello che trovi a questo link:  https://dirittodivertente.it/videocorsogratuito
Mi limito a dirti: che se vuoi essere uno studente di successo devi fuggire dalla schiavitù dei Manuali e imparare ad essere libero perché soltanto la libertà può portare ad una vera conoscenza. Sul punto ti consiglio una lezione molto utile di Piero Formica, docente alla Oxford University, dal titolo “Elogio dell’ignoranza, che trovi su YouTube a questo link:
https://www.youtube.com/watch?v=pxj8o7m0a8s&feature=youtu.be. Queste lezioni ti aiuteranno sicuramente a prendere voti più alti all’Università o comunque ad aumentare il tuo rendimento di studente.

  • Migliora te stesso, Terzo Pilastro: “Non c’è successo senza comunicazione”.

Aristotele distribuiva le lezioni durante tutto l’arco della giornata. Al mattino lezioni di Filosofia per gli studenti più avanzati e al pomeriggio e la sera lezione di retorica per tutti gli altri studenti. Nel mezzo esercizio fisico e pause dedicate al riposo e al cibo. Come puoi notare c’è una distinzione abissale tra l’impostazione classica e quella nostrana. Prima si impara a comunicare e poi si imparano i concetti.
Prima il contenitore e poi il contenuto. Qui il problema non è come trovare la voglia di studiare, ma come capitalizzare con la massima efficacia ciò che si è studiato.

Del resto ti sei mai chiesto qual è la difficoltà maggior degli studenti universitari? Il tuo “non ho voglia di studiare”, infatti, non è frutto di tue responsabilità, almeno non del tutto. Mi permetto di dirlo solo perché sono stato da entrambi i lati della cattedra (da studente e da assistente) e perché ho fatto dell’insegnamento la mia professione. Il problema più grosso, oltre a quello di un’assenza di un metodo di studio, è quello della comunicazione. La maggior parte degli studenti non riesce a trasmettere in sede d’esame quello che ha realmente studiato.

Studio e non rendo: soluzioni

Pur studiando tutto e applicandosi tantissimo si arriva di fronte al Prof. e non si riesce a far comprendere la reale portata dalle proprio preparazione. E questo, come vedi, la voglia di studiare non c’entra.  La società moderna sottovaluta l’importanza della comunicazione… per meglio dire si è voluto far credere al popolo che il problema della comunicazione fosse irrilevante perché ad occuparsene dovevano essere soltanto quelle menti che sedevano nelle stanze dei bottoni.
Ecco che le accademie di retorica cominciarono a chiudere quando invece le scuole dei greci e dei romani avevano come punto cardine l’insegnamento dell’arte della persuasione. Attenzione: la parola persuasione non deve trarti in inganno perché non alludo al raggiro o alla circonvenzione…per quello c’è un’altra parola che è Manipolazione.

L’importanza della persuasione

La persuasione è uno strumento nobilissimo che viene utilizzato in un sistema democratico per convincere gli altri della bontà delle proprie opinioni mediante l’utilizzo della parola e senza la costrizione fisica e la violenza. Socrate la definiva come l’arte che meglio distingueva gli ateniesi dai barbari. Egli della persuasione ne fece un mantra tanto da utilizzarla anche a costo della sua vita, sottoponendosi al famoso processo dove dovette difendersi dall’accusa di empietà perché non riconosceva le tradizioni religiose e di corruzione dei giovani.

Ma cosa c’entra tutto questo con te?
C’entra e come!
Se impari le regole fondamentali della comunicazione saprai come dialogare con il Prof. per farlo innamorare di te e un giorno saprai come farti assumere da qualche azienda di spessore ovvero saprai farti apprezzare dai tuoi clienti (per iniziare ti consiglio di leggere uno dei libri più venduti di sempre: Dale Carneige “Come trattare gli altri e farseli amici”; oppure se vuoi iniziare da un classico ti consiglio il mitico “De oratione” di Cicerone).

Il momento della laurea. Uno stimolo per trovare la voglia di studiare.

Ricapitolando: per avere voglia di studiare è necessario migliorare prima sé stessi. Chiudersi a casa non serve a niente.

Occorre praticare sport, trascorrere del tempo all’aria aperta e aumentare il benessere del corpo, da cui, secondo il primo pilastro, trarrà benessere la mente.

Frequenta l’Università: i corsi sono fondamentali, ti aiutano a capire concetti più difficili e migliorano le tue relazioni con docenti e colleghi. Condividere lo studio con altri studenti renderà il tutto più piacevole. Vai a ricevimento, segui tutte le attività: paghi le tasse ed è giusto vivere l’Università a pieno. Infine, ricordati di “vendere” al meglio ciò che hai appreso.

Fai attenzione a come ti esprimi e lavora sulla tua autorevolezza. La voglia di studiare aumenterà e tu finalmente vivrai una vera e propria svolta.

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Raffaele Delle Curti

Fondatore di "Diritto divertente" e dello studio associato D.C.M., è autore dei testi per studenti di Giurisprudenza “Il Non Manuale di Costituzionale Divertente” e “Il Non Manuale di Privato Divertente” nonché cosa-autore dell’e-book “I 4 errori che non permettono al 92% delle persone di ottenere l’invalidità anche se ne hanno diritto”. Appassionato di filosofia, di comunicazione e di scrittura creativa. Per maggiori info: www.dirittodivertente.it www.invaliditaimmediata.it

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