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Olimpiade 2032, ok dei Sindaci: Firenze e Bologna ci credono, ora Conte raccolga la sfida

All'appello del sindaco di Firenze Dario Nardella ha risposto presente il sindaco di Bologna Virgilio Merola. Vi spieghiamo perché i presupposti ci sono. Vedremo come accoglierà l'idea il governo. Potrebbe essere una grande occasione per tutto il Paese.

Dopo il sogno realizzato di Milano e Cortina 2026, in Italia c’è chi ha ricominciato a sognare in grande, immaginando un secondo e ancora più ambizioso tandem di candidatura olimpica. Per le Olimpiadi del 2032 Firenze e Bologna ci stanno pensando seriamente, proponendo un’accoppiata di storia, tradizione, arte ed italianità che già rappresenta più di una semplice suggestione.

Olimpiade di Firenze e Bologna 2032, Firenze chiama, Bologna risponde. La suggestione di un’Olimpiade organizzata dalle due città divise dall’appennino tosco-emiliano, è stata lanciata dal Sindaco di Firenze, che all’agenzia Dire ha spiegato che “così si potrebbe recuperare la candidatura italiana sfumata di Roma“, dando vita ad un asse con Bologna sul quale si potrebbe lavorare seriamente. Una proposta subito colta dall’Assessore alla Cultura di Bologna, Matteo Lepore, che ha spiegato: “Credo che sia un sogno che possiamo ambire a realizzare, se facciamo squadra”. Il delegato alla cultura, durante una conferenza in Comune a Bologna – ha poi spiegato qual è la situazione attuale: “Siamo ai primi passi. Firenze ci ha fatto questa proposta, quindi li incontreremo e valuteremo la fattibilità di questa cosa”.

Firenze-Bologna 2032, perché potrebbe funzionare. “Credo che l’asse Bologna-Firenze abbia tante potenzialità – ha aggiunto Matteo Lepore -. In generale dobbiamo pensare che tutto quello che è lungo l’alta velocità, che è la metropolitana d’Italia, porti grande visibilità internazionale e grande ricettività. Abbiamo le infrastrutture per fare grandi eventi sportivi. Sicuramente le Olimpiadi richiederanno investimenti importanti e farlo in squadra, quindi con Firenze e altre città emiliano-romagnole, può essere un progetto da studiare con attenzione”. Le parole di Lepore hanno fatto eco a quelle di Nardella, che aveva spiegato come al momento si tratti di “niente più che un’idea”, sebbene sia “già condivisa con Merola e con i presidenti Rossi e Bonaccini”, in quanto “si basa su alcuni elementi oggettivi: l’asse Firenze-Bologna rappresenta il cuore di un sistema dell’Italia centrosettentrionale che mette insieme il meglio della Toscana e dell’Emilia per infrastrutture, ricettività, capacità organizzativa e visibilità internazionale. Mi auguro che questa idea possa crescere nel tempo“.

 I presupposti per un Olimpiade. Il brand Firenze è senza dubbio uno dei più affascinanti che l’Italia possa proporre, sebbene si tratti di una città di poco meno di 380mila abitanti. Da qui l’idea lungimirante di associare al capoluogo toscano la città di Bologna, simile per dimensioni e storia (conta circa 390mila abitanti) e collegata dall’alta velocità e dalla Variante di Valico, due assi di trasporto indispensabili per immaginare una partnership di tale prestigio per le due città. Entrambe le città hanno una straordinaria capacità ricettiva e godono di ottima fama a livello internazionale.

Le strutture per una Olimpiade. Al netto di ciò che dovrebbe essere costruito, Firenze ha uno stadio di calcio, l’Artemio Franchi, che presto potrebbe lasciare spazio ad un nuovo stadio voluto dal neo proprietario della Fiorentina Rocco Commisso. La città toscana può contare anche su una struttura per l’atletica (“Luigi Ridolfi”) e diversi altri piccoli impianti tra piscine e campi da tennis, oltre alI’Ippodromo delle Cascine per l’ippica. Per quanto concerne Bologna, un restyling è appena stato eseguito sullo Stadio Dall’Ara, mentre per il Basket è molto noto il PalaDozza, che ospita le gare di Virtus e Fortitudo Bologna. Nelle vicinanze del PalaDozza vi è la Piscina comunale Carmen Luogo, mentre lo stadio Arcoveggio è adibito per atletica e rugby.

I presupposti politici. Inutile girarci intorno, anche solo per immaginare una candidatura alle Olimpiadi c’è bisogno di solidi presupposti politici di base. La storia di Roma 2024, con la ritirata imposta dalla sindaca Virginia Raggi, deve insegnare qualcosa. Attualmente i rapporti istituzionali tra Firenze e Bologna sono floridi: entrambi i sindaci, Dario Nardella e Virginio Merola, sono noti esponenti dello stesso partito, il Pd. La nascita dell’attuale governo, che per metà è sostenuto proprio dal Partito Democratico, potrebbe senza dubbio favorire una candidatura del genere, che potrebbe contare sul solido asse tra comuni e governo centrale. Vedremo se il Primo Ministro Giuseppe Conte sarà pronto a raccogliere la sfida.

 

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