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Parla Tissone: quando “la Serie A era considerata il campionato più importante in Europa”

Intervista al centrocampista centrale argentino che ha giocato con Udinese, Atalanta e Sampdoria. Oggi a 33 anni è pronto a rimettersi in gioco.

Fernando Tissone è un centrocampista centrale argentino di qualità ed esperienza che nella sua carriera ha militato per quindici anni nelle serie maggiori di Italia, Spagna, Ucraina e Portogallo.

Il suo debutto in Serie A risale al campionato 2004/2005 quando Spalletti lo lanciò in prima squadra: dopo due buone stagioni si trasferisce all’Atalanta dove trascorrerà il biennio 2006/2008 sotto la guida di Colantuono prima e Del Neri poi, facendo quindi ritorno a Udine dove verrà però poco utilizzato da Pasquale Marino. Poi l’esperienza al Maiorca, il rientro in Italia sotto la “Lanterna” – sponda blucerchiata – e il trasferimento nella Liga con le maglie di Maiorca e Malaga. Infine l’esperienza in Ucraina nel Karpaty e gli ultimi due anni che lo vedono impegnato nel campionato portoghese con le maglie di Desp.Aves e National.

Hai giocato in tre piazze storiche del calcio italiano: Udine, Bergamo e Genova, dove ti sei, secondo te, espresso al meglio?

Ho avuto la fortuna di riuscire a raggiungere obiettivi importanti in tutte le e tre piazze italiane, perché ad Udine abbiamo raggiunto lo storico preliminare di Champions, con l’Atalanta ci qualificammo per l’Intertoto, ed anche a Genova disputammo uno storico preliminare di Champions, quindi sono legato sentimentalmente a tutte e tre le piazze

Nella tua carriera hai avuto modo di confrontarti con tanti allenatori. Tra quelli della Serie A, chi pensi ti abbia tatticamente utilizzato al meglio per sfruttare le tue caratteristiche – visto che solitamente giochi da play a centrocampo –  e a chi sei rimasto più legato?

Io nasco trequartista, ma essendo un centrocampista duttile posso adattarmi in tutti i ruoli della mediana, con Spalletti giocavo centrale o mezzala, ma, per esempio, Del Neri nell’Atalanta mi ha utilizzato spesso come trequartista in sostituzione di Doni. Non ho avuto mai problemi con i miei allenatori, naturalmente resto molto legato a Spalletti che mi ha lanciato in Serie A

Due dei bomber italiani più prolifici della storia del nostro campionato sono stati tuoi compagni di squadra, e parlo di Bobo Vieri e Totò Di Natale, con chi avevi più feeling?

Stiamo parlando di due attaccanti di livello mondiale che danno del tu al pallone e con cui è difficile non trovarsi a proprio agio, ma nell’Atalanta giocando spesso trequartista ero molto più vicino all’attaccante centrale, e quindi dico Bobo Vieri.

Hai avuto la fortuna di giocare in Spagna, uno dei campionati più importanti d’Europa, quali sono, secondo te, le differenze tra I due campionati?

Quando giocavo in Italia, la Serie A era considerata il campionato più importante in Europa, superiore alla Liga, perché si giocava con un tatticismo esasperato. Quando sono arrivato in Spagna ho potuto notare che si lavorava più sulla tecnica e le squadre giocavano in maniera più spregiudicata.

Gli ultimi due anni hai giocato in Portogallo, un altro campionato di primo livello, cosa mi racconti di questa esperienza?

Il campionato portoghese è un campionato molto tecnico ma ci sono due squadre che la fanno da padrone, per cui è molto difficile riuscire a conquistare dei trofei, nonostante questo siamo riusciti a vincere la Coppa Nazionale 2016/17 con il Desp.Aves contro lo Sporting Lisbona

Ti senti pronto per una nuova avventura?

Sono prontissimo perché mi sto allenando con altri giocatori svincolati ed a curare la preparazione fisica ci pensa il Prof.Miguel, un preparatore di livello mondiale che ha lavorato in passato anche con Roberto Baggio, pertanto sono pronto a scendere in campo immediatamente appena me ne venga data l’occasione.

Ti piacerebbe tornare nel nostro calcio?

Tornare in Italia sarebbe il mio obiettivo principale, ma stiamo valutando anche altre proposte che sono giunte al mio procuratore anche da altri continenti, ma vorrei se possibile continuare a giocare in europa.

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Pasquale Pollio

Meridionalista convinto, al punto di costituire nel 2007 con l'amico Fiore Marro l'associazione culturale “Comitati delle Due Sicilie", con la quale ha promosso numerose iniziative storico culturali, promuovendo tra le altre cose la Nazionale di calcio delle Due Sicilie. Appassionato di giornalismo, pubblica nel 2014 il suo primo libro “Sud…diti da Mezzogiorno d'Italia a Mezzogiorno d'Europa". Collabora con la testata online socialfootballtv.com diretta da Michele Plastino.

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