Politica

Salvini: “Se domani qualcuno è al tavolo con Renzi vuol dire che c’era già un disegno”

Per la prima volta il Ministro dell'Interno è all'angolo. Adesso sarà cruciale il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il duro discorso del Premier Giuseppe Conte lascia pochi margini all’esecutivo giallo-verde, specie dopo l’annuncio delle imminenti dimissioni. Adesso la situazione è in mano al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dovrà verificare se ci sono le condizioni per una nuova maggioranza parlamentare. Si vedrà se dalle consultazioni nascerà un governo di semplice transizione verso il voto (che si limiti all’approvazione della legge di bilancio e impedisca l’aumento dell’Iva), presumibilmente tra ottobre/novembre e la primavera, oppure ci saranno le condizioni per un’intesa più larga che possa ambire al governo di legislatura. Questa seconda ipotesi spaventa più di tutte Matteo Salvini. Restano invece pochissime probabilità (ma in politica tutto è possibile), per un rinnovo dell’accordo tra Lega e M5S.

Salvini all’angolo, per la prima volta da mesi. Salvini teme (oppure forse già sa) che ci sia un accordo già concluso tra Renzi e Di Maio: “Ho staccato io la spina al governo? La spina si stacca in parlamento – commenta il ministro dell’Interno ai cronisti del Senato -, se il presidente Conte si autostacca la spina, si autolicenzia è una scelta sua, se da domani qualcuno è al tavolo con Renzi…vuol dire che c’era un disegno preordinato”.

C’è ancora margine per questo governo. Il leader della Lega non si arrende. Ha capito l’errore strategico e ha compreso anche che per questo governo è troppo tardi. Un esecutivo capace di terminare la legislatura determinerebbe una frenata enorme alla cavalcata della Lega, che adesso avrebbe tutte le carte in regola per un governo con gli alleati di centrodestra, se solo si andasse al voto. Quattro anni sono lunghi e non si sa cosa può accadere, sebbene un esecutivo “politico” che lo vedrebbe escluso potrebbe ulteriormente farlo salire nei sondaggi. Ma si tratta di mere ipotesi. La verità è che se Pd e M5S trovano un accordo duraturo, Salvini da ministro dell’Interno rischia di ritrovarsi all’opposizione per altri quattro anni. Molto dipenderà anche dalle scelte di Sergio Mattarella, dalla sua voglia di assumersi la responsabilità di far fuori dalle decisioni sul futuro esecutivo il capo politico del primo partito del Paese, stando alle ultime elezioni europee. Per questo Salvini è ancora cauto: “La Lega lo lascia il margine. Loro da settimane dicono ‘se c’è la sfiducia non si tagliano i parlamentari’, io sono disposto a tagliarli e poi si proceda al voto nella maniera più veloce possibile, tra un mese o quattro. Certo se loro staccano la spina e iniziano a dialogare col Pd…”.

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Salvatore Di Rienzo

Classe 1986, ha diverse esperienze da portavoce e addetto stampa, oltre che con vari siti di informazione. Ama il calcio, la cucina, i viaggi e la sua metà. Da ragazzino era innamorato della politica. Oggi odia i patetici e i luoghi comuni. E' il Direttore di Herald Italia

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