Cultura

Stromboli e il pericolo tsunami: “ne ha già provocato decine epoca storica”, parla l’esperto

Il geologo Aldo Piombino ci spiega ciò che sta accadendo a Stromboli e quali sono i pericoli in astratto che gli eventi eruttivi possono generare nell'area tirrenica del mediterraneo.

L’eruzione dello Stromboli ha riacceso l’allarme nell’arcipelago delle Eolie, ponendo dei seri interrogativi sulle conseguenze che l’attività sismica e vulcanica legata al vulcano attivo possa generare in tutta l’area del mediterraneo, compresa tra Sicilia, Calabria e Campania.

Le eruzioni del vulcano Stromboli più violente mai avvenute risalgono al 1919 e al 1930, probabilmente generate da intense infiltrazioni d’acqua marina all’interno del camino vulcanico, con il magma che, a contatto con l’acqua, avrebbe causato esplosioni molto violente con emissioni di vapori e scorie. A queste eruzioni seguirono importanti terremoti, con danni ingenti e diverse vittime, con un piccolo tsunami che generò un’onda di 2–3 metri,  giunta fino a Capo Vaticano, in Calabria.

Abbiamo chiesto ad un esperto di questi temi, il geologo Aldo Piombino, quali possono essere le conseguenze delle esplosioni (lo Stromboli è un tipo di vulcano “esplosivo”) in tutta l’area circostante: “L’eruzione di un vulcano in terraferma – spiega l’esperto – ha conseguenze solo locali se non genera con una esplosione ceneri capaci di oscurare il cielo per mesi a livello globale (eventi così sono per fortuna ben poco frequenti); un vulcano in prossimità di una costa o, peggio, su un’isola come Stromboli invece ha una pericolosità intrinseca perché qualsiasi attività sui suoi fianchi durante una eruzione può
provocare uno tsunami, come ha dimostrato Krakatau nel 1883 e nello scorso dicembre”.

Esistono quindi, durante le eruzioni, dei pericoli di potenziali tsunami sulle nostre coste? “I pericoli di un vulcano sul mare – spiega l’esperto – non si limitano al periodo delle eruzioni: si tratta di edifici instabili dove la possibilità del manifestarsi di frane sui loro fianchi è sempre molto alto: se la frana giunge a
mare lo tsunami è d’obbligo con effetti che si manifestino anche lungo centinaia di kilometri di costa (se non migliaia, dipende dalle dimensioni del bacino).”

Sta dicendo che il vulcano di Stromboli può provocare uno tzunami sulle nostre coste? “Stromboli, ha già provocato decine di tsunami in epoca storica (in media 3 al secolo), l’ultimo il 30 dicembre 2002: non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se questa eruzione fosse avvenuta durante l’estate o se
avesse coinvolto una porzione significativa del vulcano.”

Parliamo sempre – per i non addetti ai lavori – di eventi di scarsa intensità? “Si, anche se qualcuno  arrivato fino al golfo di Napoli: diciamo che quello del 2002 è un ottimo modello di evento ‘medio’, ma nella storia ce ne sono stati anche di più forti”.

Senza voler creare allarmismi, è ipoteticamente possibile uno tsunami di elevata intensità che giunga sulle coste tirreniche del sud italia a seguito dell’attività eruttiva di Stromboli? “E’ statisticamente improbabile, ma astrattamente possibile.”

Il vulcano, comunque, è costantemente sotto osservazione: “Oggi il vulcano è abbondantemente monitorato, ma bisogna fare un distinguo importante: le eruzioni si possono prevedere nel senso che un vulcano in quiescenza prima di svegliarsi dà una serie di segnali; Stromboli invece è in attività permanente, le esplosioni si susseguono in continuo e non sempre un evento come quella di mercoledì viene preavvisato da una deformazione del suolo, un aumento della sismicità di fondo o da modificazioni nella temperatura e/o nell’analisi delle fumarole, come invece succede per un parossismo principale.”

Tags
Guarda

Altri articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock rilevato

Supporta questo giornale disattiva Adblock