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Universiade, nella Napoli che incanta si sente ancora l’eco di Maradona

La cerimonia d'apertura ha sancito il trionfo della napoletanità. Il Presidente De Luca: "abbiamo visto sfilare ragazzi provenienti da Paesi che sono in guerra tra di loro, ma che si trovano qui a Napoli in una manifestazione di pace e di solidarietà".

La cerimonia inaugurale della XXX Universiade Napoli 2019 è stata un grande successo di organizzazione e spettacolo. Ancora una volta Napoli riesce a battere i luoghi comuni, trasformando tutta l’energia partenopea in creatività. Una cosa è certa: chiunque sia stato ieri sera al San Paolo, si è sentito almeno un pizzico inorgoglito.

La serata. L’accoglienza campana parte dal buffet dedicato ai giornalisti, con le migliori eccellenze della cucina campana che hanno ricordato ai colleghi di tutto il mondo che si, qui siamo a Napoli e si mangia divinamente. La serata è stata un tripudio di gioia e colori: nel segno di Napoli e della napoletanità. Gli atleti provenienti da tutto il mondo hanno sfilato sulle note della musica partenopea, da Pino Daniele agli autori più giovani della Napoli contemporanea. Il San Paolo ha salutato con un grande applauso l’apertura dei giochi del Presidente Sergio Mattarella e ha fatto lo stesso quando a parlare era il padrone di casa, Luigi De Magistris, anche lui applaudito dopo qualche fischio iniziale. Poi il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, a cui va riconosciuto il merito di aver finanziato interamente la manifestazione: “Sembrava una sfida impossibile, eppure siamo qui. Abbiamo voluto questo evento per tante ragioni. La prima: abbiamo visto sfilare ragazzi provenienti da Paesi che sono in guerra tra di loro, ma che si trovano qui a Napoli in una manifestazione di pace e di solidarietà. Abbiamo voluto questo evento, poi, quale grande occasione di sviluppo turistico ed economico di Napoli e della Campania. Abbiamo voluto infine questo evento, per promuovere i valori sportivi nei quartieri delle periferie, dove le Universiadi passeranno.”

Quella Napoli che è ancora Maradona. Il collega della principale agenzia di stampa cinese Xinhua News Agency è emozionato, il San Paolo per lui è innanzitutto il tempio di Maradona: “la cosa che più mi suscitava interesse prima di venire qui era vedere i luoghi della Napoli di Maradona 30 anni fa – ci spiega il collega cinese Wang Zijiang -.” Che Maradona significhi ancora molto per Napoli lo dimostra anche il gesto della delegazione argentina, che durante la sfilata inaugurale tira fuori la sua maglia, inquadrata dai nuovi maxischermo, mandando letteralmente il pubblico in delirio. Insomma, Maradona per Napoli è ancora un brand, ma poi c’è la città: “Dopo aver visitato il centro della città ed aver soggiornato qui una settimana, ho capito che Napoli ha tutto: il fascino della sua grande storia nelle sue vie centrali, i suoi monumenti, la cucina tradizionale e, soprattutto, la gente che a Napoli è molto cordiale.” La stampa cinese poi si congratula per l’organizzazione: “Circa le Universiadi, l’organizzazione è stata fantastica. Copro eventi sportivi da più di 20 anni – continua Wang Zijiang – e posso dire che questo è uno degli eventi multi-sport più creativi che abbia seguito, anche grazie alla fantastica cerimonia di apertura. Penso che il gran finale di Andrea Bocelli abbia sciolto il cuore di tutti. Una cosa che ci è molto piaciuta è che Napoli ha sistemato il villaggio degli atleti in due navi da crociera: un’idea che dimostra il vostro talento.”

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Salvatore Di Rienzo

Classe 1986, ha diverse esperienze da portavoce e addetto stampa, oltre che con vari siti di informazione. Ama il calcio, la cucina, i viaggi e la sua metà. Da ragazzino era innamorato della politica. Oggi odia i patetici e i luoghi comuni. E' il Direttore di Herald Italia

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