Diritti

Assistenti giudiziari, arriva la svolta dal Ministero

Assunti subito 503 idonei. Buone prospettive per tutti gli altri.

Buone notizie per gli idonei al concorso degli assistenti giudiziari, dei quali stiamo seguendo sin dagli inizi gli sviluppi. Il ministero della giustizia ha infatti disposto l’assunzione di 503 idonei. Ecco il comunicato del Ciag:

Con provvedimento del Direttore Generale del Personale e della Formazione del 20 giugno 2019, il Ministero della Giustizia ha disposto l’assunzione di 503 idonei del concorso per 800 posti per il profilo di assistente giudiziario, secondo quanto previsto dal decreto interministeriale del 18 aprile, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 136 del 12 giugno 2019.
Gli idonei convocati saranno chiamati alla scelta della sede e alla contestuale firma del contratto dal 2 al 4 luglio presso la sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia e del Personale dell’Amministrazione Penitenziaria “Giovanni Falcone”.
Si tratta di un primo blocco dei 903 complessivi previsti dal decreto pubblicato una settimana fa dalla Gazzetta Ufficiale e già annunciati dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il 5 aprile scorso con un video pubblicato sula pagina Facebook.
Dopo un periodo di stallo e dopo le poche decine di assunzioni dello scorso marzo, la macchina dello scorrimento della graduatoria si è rimessa in moto e con numeri significativi.
Tutto lasciava presagire che l’avviso di convocazione sarebbe arrivato a giorni.
Il 12 giugno, in Gazzetta Ufficiale, era stato pubblicato il decreto che disponeva l’assunzione dei 903 idonei assistenti giudiziari ed il concorso per il profilo di funzionari giudiziari. In quello stesso giorno il Senato aveva dato il via libera definitivo al Ddl Concretezza che prevede misure per accelerare le assunzioni mirate ed il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e stabilisce un turn over al 100%. Che non è poco.
La notizia più importante, però, sempre il 12 giugno, era arrivata dalla Direzione Generale del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi del Ministero della Giustizia, che aveva trasmesso alle organizzazioni sindacali l’aggiornamento del Piano Triennale di Fabbisogno del Personale per il triennio 2019-2021, resosi necessario sulla base di provvedimenti legislativi quali la Legge di Bilancio 2019, la Legge n. 26 del 28 marzo 2019, ex Decretone, e il decreto legge del 28 settembre 2018 n. 109, conosciuto anche come decreto “Genova”.
L’urgenza di questi provvedimenti è strettamente correlata all’entità delle carenze di organico di personale amministrativo del comparto Giustizia, riportate nell’aggiornamento al Piano Triennale di Fabbisogno del Personale da cui si evince che, a fronte di una dotazione organica di 43.289 unità, le carenze di organico sono 9.265, il 21,40% del totale. Nello specifico, le carenze ammontano al 25,36% per l’Area III, al 18,88% per l’Area II, al 25,59% per l’Area I e al 26,27% per i dirigenti di II fascia.
Per quanto riguarda il profilo professionale di assistente giudiziario, per una dotazione organica di 11.014 unità, i posti attualmente occupati sono 10.219 mentre le carenze di organico sono pari a 795 unità, il 7,22% del totale.
Nello specifico, per il profilo di assistente giudiziario, il Piano di Fabbisogno Triennale prevede, nel 2019, l’assunzione di 1.503 unità, di cui 903, mediante i fondi straordinari previsti dalla Legge di Bilancio, e 600, utilizzando le anticipazioni di spesa autorizzate dal “Decretone”, nonché di ulteriori 297 unità, nel 2021.
Tuttavia, per questi ultimi idonei, non è detto che si debba aspettare necessariamente il 2021 per entrare in servizio poiché al netto di rinunce, dimissioni e ulteriori rinunce da parte di chi ha superato altri concorsi, i tempi potrebbero accorciarsi.
Una cosa è certa. La giustizia italiana ha bisogno di queste assunzioni e anche di tanto altro. Il nostro sistema giudiziario non può più permettersi lungaggini processuali ed inefficienze che mettono a rischio la certezza del diritto e che, di fatto, rappresentano un deterrente anche per chi vuole investire nel nostro Paese.
Nuove risorse, umane e materiali, sono fondamentali per far ripartire la giustizia. Senza di esse, anche la più perfetta delle riforme non serve a niente.
Ecco perché il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari accoglie con soddisfazione l’avviso di convocazione giunto dal Ministero.
Di certo, non abbasserà la guardia e continuerà la sua lotta fino a quando l’ultimo idoneo della graduatoria non avrà varcato la soglia di un ufficio giudiziario di questo Paese.

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